#neilibrilamiastoria | Intervista ad Antonello Saiz, libreria Diari di Bordo

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Antonello ha aperto insieme alla sua amica Alice (che abbiamo intervistato qui) una piccola libreria indipendente nel cuore di Parma. Si chiama Diari di bordo ed è specializzata in letteratura di viaggio. In questa intervista Antonello ci racconta come, in pochi mesi, si può trasformare una libreria in un porto sicuro in cui approdare.

Perché tu e Alice avete deciso di aprire una libreria indipendente insieme?

Io e Alice ci siamo incontrati in un’altra libreria, lavoravamo insieme, e siamo diventati molto amici. A partire dai libri, abbiamo scoperto che avevamo molte cose in comune e quindi è stato quasi naturale aprire insieme questa libreria. Parma è una città che ha molte librerie quindi abbiamo tentato fin da subito di fare qualcosa di molto specifico: abbiamo puntato sui luoghi e sul viaggio, come idee intorno a cui selezionare i libri, uno a uno in base alle nostre conoscenze e al nostro piacere di lettori. Prima di essere venditori sia io che Alice siamo dei gradi lettori. Avendo qui in città un’offerta molto variegata abbiamo scelto di puntare sull’editoria indipendente. Ci è andata molto bene perché sono passati due anni e sin dall’inizio abbiamo avuto una risposta rapida e ricettiva da parte della città: la nostra diversità è stata apprezzata. Anche i nostri eventi sono molto studiati, sempre volti a dare una proposta culturale alternativa e nuova. Facciamo due eventi alla settimana, uno il mercoledì e uno il sabato. Le nostre non sono presentazioni canoniche, non c’è la solita persona che dialoga con l’autore, ma cerchiamo di fare cose nuove, tipo accoppiare la musica al libro, trovare un attore che reciti dei brani, oppure in qualità di librai cerchiamo di metterci in gioco proprio Alice e io. Questo approccio è stato molto apprezzato, quindi nel tempo abbiamo fidelizzato un gruppo di persone nutrito, che ci segue con molto piacere. Né io né Alice siamo di Parma, dunque la nostra missione era ancora più difficile, perché all’inizio eravamo totalmente scollati dalla città. Entrambi ci troviamo a Parma per amore, lei è sarda, io sono lucano. Ci siamo incontrati in una libreria di Parma dove abbiamo lavorato per due anni e mezzo, poi questa libreria ha chiuso e ci siamo detti «Perché non fare il salto di qualità e provare a sperimentare?». Abbiamo fatto un azzardo, abbiamo aperto in un periodo in cui gli effetti della crisi si sentivano ancora forti, tutti quanti dicevano «Quelli sono pazzi, dopo due mesi chiuderanno la saracinesca!». E invece sono passati due anni e siamo ancora qui.

Qual è stato il momento in cui hai capito che ce l’avevate fatta?

Non voglio dire che è stato immediato, ma già dopo due, tre mesi abbiamo capito che stavamo cavalcando l’onda giusta, che la gente aveva bisogno di un negozio gestito da persone che ne capissero di libri e quasi subito si è venuta a creare una familiarità da amici. Non parliamo più di clienti ma di persone che vengono qui, che hanno voglia di parlare, di chiacchierare, di raccontare il libro che hanno letto oppure di raccontare il proprio viaggio.

Chi sono i vostri clienti abituali?

La nostra clientela è composta essenzialmente da lettori forti. Quando ci capita di intercettare non lettori, perché vengono agli eventi o perché accompagnano persone che sono clienti della nostra libreria, abbiamo la fortuna di riuscire a fidelizzarli, proprio grazie al fatto che abbiamo libri diversi, con storie importanti, che provengono dall’editoria indipendente che per definizione è più libera da schemi e tradizioni. Mi viene in mente un autore: Kent Haruf è stato vendutissimo, ma soprattutto a persone che non masticavano molta letteratura. Accoppiando non lettori e una storia forte, importante, che resta appiccicata addosso, abbiamo contribuito a creare un nuovo pubblico. In due anni abbiamo ecceduto oltre che in entusiasmo anche in voglia di fare. Organizziamo gruppi di lettura molto seguiti, ci interessiamo e aderiamo attivamente a molte iniziative della rete, tipo l’Italian Book Challenge (di cui abbiamo parlato con l’organizzatrice Serena Casini qui) e Io leggo perché, cerchiamo di fare “gruppo” con le altre librerie indipendenti del panorama italiano… e siamo anche molto social!

Come mi dicevi prima, tu sei un grande lettore. Mi sapresti dire una lettura folgorante che hai fatto recentemente?

Una lettura folgorante l’ho fatta lo scorso anno, mi è capitato tra le mani questo libro che si intitola Il viaggiatore oscuro di Josephine Johnson (Del Vecchio, 2015). La Johnson è stata Premio Pulitzer nel 1935, è una grande artista americana, purtroppo non molto conosciuta. Il viaggiatore oscuro è un libro di una bellezza straordinaria, sia per il tipo di scrittura che per la trama. Il protagonista è un ragazzo di nome Paul che ha una forma di autismo che gli impedisce di gestire le emozioni. È cresciuto in una famiglia molto oppressiva, così alla morte della madre va a vivere a pochi chilometri di distanza da uno zio con cui si crea un rapporto che gli permette di rinascere. Paul è un personaggio quasi epico: quando si emoziona o quando gli succede qualcosa di importante, perde la vista e sviene. Mi è piaciuto tantissimo, è uno dei libri che consiglio con grande facilità.

Ci sapresti invece dire un libro che è stato fondamentale per la storia della vostra libreria?

Un’opera che sento particolarmente legata alla nostra libreria è la Trilogia della pianura di Kent Haruf, perché è capitata una cosa strana: il primo libro, Benedizione, è partito con i tempi molto lenti tipici dei libri più belli però chi l’aveva comprato fra i nostri clienti ha iniziato a recensirlo spontaneamente. Sulle pagine Facebook, sul suo blog… è una cosa che mi ha molto colpito. Quando poi è uscito Canto della pianura i nostri clienti, incuriositi da queste recensioni, l’hanno comprato in massa e lo stesso è accaduto con Crepuscolo, l’ultimo capitolo della trilogia. C’è stato un coinvolgimento dei lettori tale da fare da traino anche per gli altri titoli della casa editrice, NN Editore. Questo è quello che vorremmo succedesse sempre nella nostra libreria.

 

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Taggato Antonello Saiz, Libreria Diari di bordo, #neilibrilamiastoria, Cristo si è fermato a Eboli, Carlo Levi;
Inserito 3 anni fa

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