#neilibrilamiastoria | Intervista a Shantala Faccinetto, la Libreria Volante

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Shantala da alcuni mesi è entrata nel team dei “librai volanti”, insieme a Serena Casini e al gatto MegaMostro. In questa intervista ci racconta come ha iniziato a lavorare nella bellissima Libreria Volante di Lecco. Un indizio? Galeotto fu un libro…

Il tuo incontro con Serena è stato un incontro molto speciale da cui è nata prima un’amicizia e poi una collaborazione lavorativa. Come sei diventata una “libraia volante”?

Serena ha aperto la Libreria Volante qui a Lecco il 15 giugno 2015. Io sono diventata fin da subito una sua cliente entusiasta e fedele, perché nella mia città non c’era mai stata una libreria così. Serena mi ha consigliato di leggere Revolutionary road di Richard Yates e quel libro mi ha cambiato la vita. A quel tempo lavoravo nel teatro, ma non ero soddisfatta: questa lettura mi ha convinto a licenziarmi per cercare di realizzare i miei sogni. Fin da bambina mi sarebbe piaciuto lavorare in una libreria, così un giorno mi sono presentata in negozio e ho chiesto a Serena se potesse insegnarmi il mestiere. Coincidenza fortunata: lei da poco aveva scoperto di essere incinta e quindi stava proprio cercando una persona con cui collaborare una volta che fosse nata Irma. Io provengo da un mondo molto diverso, anche se ho una formazione di stampo culturale – ho studiato Lettere – quindi mi sono approcciata al nuovo lavoro con l’entusiasmo di chi non sa bene a cosa va incontro. Da gennaio sono in libreria tutti i giorni e sono contenta: quello del libraio è un lavoro molto complesso, devo scoprirne ancora molti aspetti, ma che mi dà grandi soddisfazioni.

Guardando a quello che hai imparato in questi mesi, secondo te qual è la qualità necessaria per un libraio?

Innanzitutto l’elasticità, soprattutto in una libreria piccola dove la gestione è in stile “conduzione familiare” e dove si è in pochi, perché si è costretti a fare un po’ di tutto.  Dove lavoro io, al di là dei compiti tipici del librario (quindi l’allestimento, gli ordini, i rifornimenti, la vendita al cliente) ci sono anche molte attività collaterali: gli eventi, gli aperitivi letterari, le presentazioni. Tutte queste cose non rientrano nelle mansioni del libraio classico, ma a me piacciono molto. Un’altra cosa necessaria è la voglia di leggere, tanta tanta voglia di leggere. Alla fine la qualità più importante è il saper consigliare dei libri, perché nelle librerie piccole conta molto il rapporto con il lettore. La cosa che io preferisco in assoluto di questo lavoro è la possibilità di creare un legame con le persone. Ecco perché un libraio deve anche imparare ad approcciarsi in modo diverso alle persone in base a chi si trova davanti. A me per fortuna è venuto naturale, ma è qualcosa di veramente fondamentale.

E fino a ora che tipo di clienti ti sono capitati?

C’è un po’ di tutto. Devo dire che io, nata e cresciuta a Lecco, non pensavo ci sarebbe stata una risposta così positiva dalla nostra città. E, invece, già da semplice lettrice mi sono accorta che grazie alla Libreria Volante qualcosa si stava muovendo. Tendenzialmente chi legge qui a Lecco è quasi automaticamente un lettore forte: o si legge molto o non si legge per niente. La cosa bella è che anche le persone già abituate a leggere, entrando nella nostra libreria hanno iniziato a sperimentare nuovi generi e a scoprire nuovi editori, allontanandosi un po’ dagli schemi precedenti. Poi ci sono lettori più giovani, che conoscono solo i classici per via dell’educazione scolastica, ma hanno voglia di fare nuove scoperte. Mi è successo proprio poche settimane fa: una ragazza che è entrata in libreria dicendomi «Consigliami tre libri!» e il giorno dopo ha mandato un’amica. Non conoscevano le case editrici indipendenti e gli autori che ho consigliato e sono rimaste molto soddisfatte delle letture.

Sapresti scegliere il libro che ti ricorderai per sempre quando ripenserai alla tua esperienza di libraia?

Me ne vengono in mente molti, ma se devo sceglierne uno scelgo Cani Selvaggi di Helen Humphreys (Playground, 2007).  L’ho letto per caso, l’abbiamo esposto e all’inizio non lo considerava nessuno; poi due clienti l’hanno comprato a distanza di poco tempo e mi sono detta «Ecco, mi sta chiamando». Mi è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di proporlo a un gruppo di lettura ed ha fatto innamorare tutti. Helen Humphreys è una poetessa, quindi ha questo linguaggio molto evocativo e metaforico che in questo romanzo utilizza per riflettere sul rapporto natura-cultura. È un libro che invita a riappropiarsi della propria istintualità, che insegna a stare nella realtà pur continuando a sognare. È proprio una di quelle letture che parla delle cose su cui tutti, inevitabilmente, ci facciamo delle domande.

 

>>> Scopri il consiglio di lettura di Shantala <<<

 

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Inserito il Interviste, News, Consigli di lettura;
Taggato #neilibrilamiastoria, Shantala Faccinetto, Libreria Volante, Revolutionary Road, Richard Yates;
Inserito 3 anni fa

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