#neilibrilamiastoria | Intervista a Lorenzo Carni, ADD Editore

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«Aggiungere è un buon verbo, un bel verbo. Aggiungere confronti, idee, esperienze di vita, punti di vista. Aggiungere per andare oltre».

ADD è una casa editrice indipendente nata a Torino ormai cinque anni fa. Come dite nella vostra presentazione, il nome ADD deriva dall’inglese “to add – aggiungere”. Di che letteratura avete deciso di occuparvi, per aggiungere qualcosa al panorama editoriale italiano?

ADD è nata nel 2011, è una casa editrice che si occupa perlopiù di saggistica divulgativa a tematica sociale; oltre a questo pubblichiamo anche libri di costume e società, e biografie. L’obiettivo principale è fare saggistica accessibile, di facile lettura per tutti. Con i nostri libri cerchiamo di andare in profondità per capire e raccontare quello che succede nel nostro presente; per questo i nostri autori sono quasi tutti scrittori contemporanei che si occupano di analizzare le trasformazioni del presente. Il nome ADD ha un doppio significato: inizialmente è stato un acronimo che metteva insieme i nomi dei primi editori della casa editrice (che però nel frattempo sono cambiati), oggi per noi Add vuol dire “aggiungere”, portare nel panorama editoriale un nuovo punto di vista, uno sguardo sul presente diverso e in continua trasformazione. Il logo ha un "d" storta, che ricorda una radice che esce dal terreno: da un annetto abbiamo inventato una newsletter di carta che portiamo in libreria nelle occasioni di incontro con i nostri lettori, l’abbiamo chiamata proprio Radici. Con i nostri libri ci piacerebbe riuscire a far questo: scavare, andare in profondità, ma anche uscire dal terreno per cambiare, per trasformare il nostro punto di vista.

In ADD tu ti occupi di marketing e comunicazione, un settore che voi avete scelto di soprannominare “rapporto con i lettori”. Come mai?

Io come formazione non provengo dal mondo dell’editoria, mi occupo da anni di progetti culturali di vario tipo. Una delle cose che mi piace fare e che cerco di portare nel lavoro quotidiano in ADD è contaminare linguaggi, generi, discipline culturali diverse per raccontare le urgenze del nostro paese. Lavoro in ADD da due anni, da quando sono arrivati i nuovi editori che sono Paolo Benini e Francesca Mancini. Con loro ci siamo inventati il nome “rapporto con i lettori” per indicare il team di promozione e marketing, che è come una mantra per noi: troppo spesso in editoria e nel sistema culturale in generale, si creano progetti rivolti ai lettori e agli spettatori senza parlare e dialogare con loro, senza pensare quali siano le cose che interessano davvero o qual sia il modo migliore per arrivare ad un pubblico il più largo possibile. Quello che cerchiamo di fare, banalmente, è raccontare non solo i nostri libri ma anche i motivi che ci spingono ad affrontare un tema, a parlare di un argomento, a parlare con quell’autore. Vogliamo rendere partecipe il lettore del perché abbiamo deciso di fare quel determinato libro e di tutto il progetto culturale ad esso legato.

Qual è il libro di ADD a cui sei più affezionato, non solo come lettore ma anche come “addetto ai lavori”?

Scelgo un libro che in realtà è nato quando io ancora non lavoravo in ADD e si chiama Il maestro dentro di Mario Tagliani. Mario è un maestro che insegna in un carcere minorile da più di trent’anni e in questo libro racconta la sua esperienza. Lo scelgo perché è un libro ancora “aperto” per me, nonostante sia stato pubblicato nel 2014: sono anni che pensiamo di costruire un progetto intorno a questo libro, ma non abbiamo ancora avuto il tempo o la forza per farlo. In Italia ci sono tantissimi operatori socio-culturali di vario livello che lavorano nelle carceri e vivono ogni giorno delle esperienze importantissime. Mario è uno fra molti, ma con il suo aiuto ci piacerebbe riuscire a raccontare tutte queste storie, almeno tante di queste storie, in giro per l’Italia. Abbiamo iniziato a ragionare su questo progetto con il carcere di Bollate che è uno dei più all’avanguardia in Italia e spero lo svilupperemo presto perché è un’idea che racchiude una storia meravigliosa, che merita di essere raccontata.

 

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Taggato Lorenzo Carni, Add Editore, La felicità araba, Shady Hamadi;
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