#neilibrilamiastoria | Intervista a Daniela Di Sora, Voland Edizioni

20 b

Voland è una casa editrice italiana con sede a Roma, fondata dalla slavista Daniela Di Sora nel 1995. Pubblica libri di narrativa perlopiù straniera, in particolare di origine slava. In questa intervista Daniela ci racconta come si sceglie un libro da pubblicare e come far quadrare i conti senza sacrificare la qualità in campo editoriale.

Voland è una casa editrice molto particolare, una delle poche in Italia che pubblica molta letteratura slava. Come mai questa scelta?

Come primo mestiere io ho fatto la slavista: ho tradotto dal russo, dal bulgaro, alcune volte anche dal ceco perché avevo studiato con Angelo Maria Ripellino e ho vissuto un anno a Praga. La passione per le lingue slave era nata leggendo per cui, dopo aver collaborato con una serie di case editrici mi è scattata l'idea: perché tradurre libri scelti dagli altri e non creare una casa editrice tutta mia? La scelta del nome è stata molto travagliata: Voland è il diavolo de Il Maestro e Margherita, uno dei romanzi più belli della letteratura russa, ma il nome che avevo scelto inizialmente era un altro. Volevo chiamarla Inonia, come il poemetto del russo Sergej Esenin; Inonia è l'altra terra, l'altrove, l'alterità, una parola che non esiste neanche in russo. Poi per fortuna in molti mi hanno fatto notare che non era un nome abbastanza semplice e immediato per farsi conoscere dal pubblico. La mia idea iniziale era quella di pubblicare solo slavi, quasi subito però ho capito che purtroppo con gli slavi non si va molto lontano, quindi ho deciso di allargare il nostro bacino a tutta la letteratura, purché sia buona letteratura: ora pubblichiamo quelli che io chiamo “libri per lettori veri”, libri per persone che vogliono leggere qualcosa di reale, consistente. Come scegliamo i libri? La cosa fondamentale per un editore è leggere, leggere, leggere e circondarsi di collaboratori che leggono, leggono, leggono. Oggi, dopo diversi anni di attività abbiamo anche delle case editrici estere di riferimento, che quando mi propongono qualcosa so di potermi fidare. Pubblichiamo venti titoli all'anno, con cui cerchiamo di mescolare varie letterature, eccetto quella americana, per due motivi molto semplici: io non mi intendo di letteratura americana e, soprattutto, sono già moltissimi gli editori che se ne occupano. Al giorno d'oggi arrivano moltissime offerte da internet, tramite gli agenti e i traduttori: se il libro ci incuriosisce chiediamo informazioni più dettagliate, magari una prova di traduzione. Il criterio con cui scegliamo è prima di tutto la qualità e poi i costi editoriali, come i diritti, i costi tipografici, il costo della traduzione: un libro di 700 pagine in russo avrà ovviamente costi più alti di un libro di 200 in italiano. La vera fatica per un editore è far quadrare i conti senza sacrificare la qualità.

Le è già capitato di trovare un libro che le piacesse tantissimo, ma che non fosse possibile pubblicare per questioni di mercato?

Ci sono almeno due autori che io amo molto e che non sempre ho potuto pubblicare. Sono José Ovejero, uno spagnolo molto bravo, che ha vinto il premio Planeta e il francese Philippe Djian. Di entrambi ho pubblicato alcuni libri,  ma a me non piace pubblicare un solo libro di un autore, vorrei pubblicare tutto quello che esce, dalla cosa più forte a quella un pochino più debole così il lettore si fa un’idea degli autori, non solo del libro. A un certo punto con entrambi ho dovuto smettere, con grande dolore, perché le vendite non giustificavano l’operazione. Dall’altra parte c’è un esempio contrario: qualche anno fa in Francia è stato scoperto Il Condottiero, un inedito di Georges Perec di cui noi avevamo già Tentativo di esaurimento di un luogo Parigino e io l’ho voluto a tutti i costi. L’ho pagato una cifra esorbitante per i nostri standard, sapendo che non mi sarei mai rifatta delle spese, però volevo Georges Perec perché lo adoro, perché il libro era ed è bellissimo, perché lo volevo far tradurre da Ernesto Ferrero e perché nel catalogo due Perec ci stavano davvero bene. Io non sono un manager e sono assolutamente convinta di quello che scrisse André Schiffrin in Editoria senza editori (Bollati Boringhieri, 2000): l’editoria è morta quando gli editori sono stati sostituiti da manager. Ci vuole il manager, naturalmente, ma ci vuole anche la passione, l’amore per il libro.

Se invece dovesse scegliere fra i libri che ha pubblicato quello di cui è più fiera, a cui è più affezionata?

Sicuramente un libro che non dimenticherò mai è Igiene dell’assassino di Amélie Nothomb, il primo libro che ho letto di Amélie, che ho scelto per caso in una libreria francese parigina e che è stato fra i primissimi che ho deciso di pubblicare quando per fortuna ho smesso di occuparmi solo di russi. Igiene dell’assassino è un libro folgorante, che colpisce chiunque lo legga. Ed è stato anche l’inizio della mia amicizia con Amélie, l’inizio della storia editoriale dei suoi 24 libri pubblicati con Voland. Certamente, come dico io scherzando, senza Amélie i miei bulgari non esisterebbero. E poi lei è una persona straordinaria, è esattamente come i suoi libri: intelligente, spiritosa, ironica… Ma è una domanda difficilissima perché qualunque russo è caro al mio cuore. Mi viene in mente anche Fisica della malinconia di Gospodinov, che è bulgaro: siamo arrivati a venderne circa 3.500 copie; per un bulgaro, e per me personalmente, è un piccolo miracolo! E poi c’è Cărtărescu, che ora sta vincendo premi e grandi riconoscimenti: io sono sedici anni che lo pubblico. Anche con lui ho rischiato di smettere perché anche lui non è un autore facile: l’ultimo libro sono 700 pagine. Ci vuole follia forse, oppure credere veramente nella necessità di quel libro e di quell’autore, ma devo dire che finalmente iniziamo a raccogliere i frutti di questa scommessa. Bisogna crederci, sempre, questa è la verità.

 

 

>>> Scopri il consiglio di lettura di Daniela <<<

Prenota i libri di Voland su GoodBook.it e ritirali nella tua libreria di fiducia.

Facebook Twitter Share on Google+
Inserito il Consigli di lettura, Interviste, News;
Taggato #neilibrilamiastoria, Daniela Di Sora, Voland, Delitto e castigo, Fedor Dostoevskij;
Inserito 3 anni fa

Inserisci il tuo commento

Assicurati di aver effettuato l'accesso per poter commentare . Accedi Qui.

Commenti

Nessuno ha ancora commentato questa pagina.

RSS feed per i commenti a questa pagina | RSS feed per tutti i commenti

Newsletter
Rimani sempre aggiornato e in contatto con noi

Twitter

© 2019 La scimmia dell'inchiostro

Login

×