#neilibrilamiastoria | Intervista a Eugenia Dubini, NN Editore

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Nata da un’idea di Eugenia Dubini, Edoardo CaizziAlberto Ibba e Gaia Mazzolini, NN Editore è una casa editrice milanese di narrativa internazionale dedicata ai grandi temi dell’esistenza moderna. Ha esordito con due titoli di autori statunitensi mai tradotti in Italia. Ma in cosa consiste il lavoro di un editore? Un "filo rosso" e tanto lavoro di squadra, come ci racconta Eugenia in questa intervista.

Senza un grande progetto non ci sarebbe alcuna conquista. Come nasce l’idea di NN Editore?

Il progetto di NN ha avuto inizio da una chiacchierata con Alberto Ibba, Edoardo Caizzi e Gaia Mazzolini, era il 2013.  Ci conoscevamo tutti da anni, avevamo lavorato insieme in diverse realtà, editoriali e non. Tenevamo gli occhi sull’editoria, non solo per passione, e su una crisi che era entrata dalla porta principale in un settore che si era sempre definito maturo e in difficoltà. Così abbiamo iniziato a parlare della possibilità di dare inizio a un nuovo progetto. A nostro avviso c’erano spazi di comunicazione del libro e delle sue parole non ancora sperimentati appieno, non ci sembrava solo una questione di avere spalle larghe e grandi mezzi economici, ma anche e sempre più la necessità e la possibilità di creare reti e comunità, intendo anche quelle fisiche e non solo quelle immateriali o tecnologiche. Il nome è arrivato per caso, non riuscivamo a trovarlo, a un certo punto ci chiamavamo la casa editrice senza nome, e a Gaia è venuto in mente NN. Era il marchio usato sulle carte d’identità per chiamare gli orfani di padre, che non avevano nome e cognome. NN vuol dire nescio nomen, nome sconosciuto. Questo nome ben si addiceva alla nostra ricerca. Volevamo pubblicare libri che raccontassero il mondo contemporaneo, la ricerca dell’identità nel nostro tempo, la confusione di ruoli che uomini e donne vivono ogni giorno, qui e ora.

NN Editore è una casa editrice nuova, ma già molto importante nel panorama editoriale indipendente italiano. Il vostro successo dipende sicuramente dal grande lavoro che dedicate a ogni titolo e certamente dalla vostra linea editoriale. Come scegliete i libri da pubblicare?

Questa ricerca di un’identità è stato ed è il cardine delle nostre scelte. Il tema dell’identità è il tema per eccellenza della letteratura, ma dargli risalto e seguirlo come criterio per proporre i libri, al di là di generi e della nazionalità degli scrittori, ci sembrava una cosa diversa, un modo interessante di parlare ai lettori. Così abbiamo deciso che per noi questo spunto sarebbe stato un vincolo nella scelta, insieme alla qualità della scrittura. Lettori forti quali tutti siamo, da subito ci siamo confrontati sul cambiamento di prospettiva, sia nel ruolo dell’editore oggi, sia nel gusto del lettore, e abbiamo deciso di strutturare il nostro catalogo in serie e non in collane, seguendo un filo tematico o un punto di ispirazione comune a ogni progetto, che siamo andati poi a proporre ad agenti, autori e infine ai lettori. È un filo conduttore che ci aiuta nelle nostre scelte editoriali, ma che aiuta anche il lettore nella scelta dei titoli.

Qual è il tuo ruolo all’interno della casa editrice? Come descriveresti il tuo lavoro a una persona che non conosce il mondo dell’editoria?

Sono l’editore di NN, quindi a me fa capo il coordinamento di tutto il lavoro gestionale, ma anche di quello amministrativo e finanziario. Oltre a questo mi occupo di diverse cose: dalla scelta delle immagini di copertina alla selezione dei libri da pubblicare. In NN i ruoli non sono rigidi come nelle grandi realtà, ma ci dividiamo il lavoro in aree di responsabilità. Con dei punti e dei momenti di coordinamento del lavoro e di intreccio delle funzioni. La scelta dei libri mi compete, ma non è mai una scelta solitaria. Io contatto agenti italiani e stranieri, oppure direttamente gli autori e richiedo manoscritti o libri in lettura. Poi assaggio i libri insieme alla redazione e decidiamo quali libri mandare in lettura esterna, per avere un parere. Facciamo questo lavoro anche con i traduttori, che dal primo momento sono stati per noi fondamentali, sia per l’entusiasmo sia per la generosità con cui ci hanno accolto. La decisione di pubblicare non viene presa solo sulla base dei pareri di lettura, ma insieme ai responsabili dell’area commerciale e della comunicazione facciamo anche una valutazione più ampia, che ha diversi piani di interesse: dalla costruzione del catalogo alla costruzione delle serie, dalla originalità della scrittura alla forza delle tematiche affrontate. Per noi ogni libro non è a se stante, ma è un tassello di un mosaico. Così come ogni lettore non è solo un destinatario ma un germoglio.

Ripensando a questi anni da editrice, qual è il libro che ha segnato la tua carriera in NN?

Quando ho dovuto scegliere un titolo importante per la mia vita ho scelto Sembrava una felicità di Jenny Offill (NN Editore, 2015) che è anche uno dei due titoli con cui abbiamo iniziato in NN Editore. Se ne dovessi scegliere un altro, sceglierei un libro che ha segnato sia la scelta che il destino di questa casa editrice, e intendo Benedizione di Kent Haruf (NN Editore, 2015) per cui abbiamo ricevuto una grandissima attenzione. Quando io l’ho trovato, l’ho scelto perché era un autore americano, con una scrittura molto semplice e una voce priva di giudizi e di costruzioni letterarie o postmoderne di alcun tipo. Io l’ho amato molto, ma tutti mi consigliavano di puntare su cose più allegre. In questo libro il protagonista muore dalla prima pagina, nel senso che va dal medico e gli viene detto che non ha scampo e che in pochi mesi se ne andrà. Quindi ecco, qualche dubbio c’è venuto, però era talmente bello che alla fine abbiamo scelto di pubblicarlo. Questi sono proprio i primi due libri che abbiamo comprato e che abbiamo pubblicato, quindi sì, sono stati sicuramente fondamentali per noi.

 

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Taggato #neilibrilamiastoria, Eugenia Dubini, NN Editore, Sembrava una felicità, Jenny Offill;
Inserito 3 anni fa

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