#neilibrilamiastoria | Intervista a Alice Pisu, libreria Diari di Bordo

15

Diari di bordo è una piccola libreria indipendente specializzata in letteratura di viaggio. In questo splendido angolo nel cuore di Parma, non mancano però fumetti, raccolte di poesia e libri per bambini, selezionati accuratamente e con grande passione dai librai Alice e Antonello. In questa intervista Alice ci racconta come si realizza un sogno nel cassetto e come nasce una libreria indipendente.

Aprire una libreria indipendente è una grande avventura che merita di essere raccontata. Come riassumeresti il “diario di bordo” di questa esperienza?

La libreria è nata da un sogno che condividevo con Antonello. Io sono giornalista ma prima di aprire Diari di bordo, oltre a scrivere per un giornale, lavoravo in una libreria generalista. Antonello era un mio collega, eravamo entrambi librai dipendenti e ci confrontavamo spesso sul nostro lavoro, sulle nostre letture, su cosa fosse effettivamente accattivante per i nostri clienti, sull’offerta delle altre librerie della nostra città. Un giorno la libreria ha chiuso, e trovandoci senza lavoro, abbiamo iniziato a fantasticare su come costruire una nuova realtà, fatta da noi. Parma è una città che ha una lunga storia di librerie radicate sul territorio, quindi ci è stato subito chiaro che non avrebbe avuto senso aprire l’ennesima libreria generalista. È nata dunque l’idea di trovare un filo conduttore per la nostra nuova attività, che ci permettesse di differenziarci dalle altre, e abbiamo scelto il tema del viaggio: un’immagine che prima o poi attrae chiunque, inevitabilmente. Certo, esistono diversi modi di viaggiare: esiste il viaggio fisico, ma anche quello di fantasia. Ecco perché Diari di bordo cerca di offrire una vasta scelta di guide, da quelle più classiche a quelle che descrivono percorsi insoliti, curiosi; ma anche libri di narrativa, di poesia, di fotografia che orbitano attorno al tema del viaggio per permettere a chiunque di viaggiare, chi mettendosi in moto e chi con la fantasia. Io, per esempio, non farei mai un viaggio sulla Transiberiana, ma amo leggere libri che lo raccontano. Ci sono racconti di viaggio veramente particolari, quelli degli esploratori dell’Ottocento, per esempio, piuttosto che un’intera letteratura femminile dedicata all’esperienza di viaggiare che ha bisogno di essere valorizzata. Oltre al tema, un altro filo conduttore molto importante della nostra attività è la scelta delle case editrici. Prediligiamo editori indipendenti e poco conosciuti, perché crediamo che sia giusto dare loro la giusta visibilità e soprattutto pensiamo che sia importante permettere ai lettori di conoscere sempre nuove realtà, cosa che di solito le grandi librerie e più in generale il mercato editoriale non fanno. Siamo consapevoli che questo lavoro di ricerca in cui ci impegniamo costantemente però non basta, bisogna anche essere accattivanti nel proporre la propria offerta. Eventi musicali, presentazioni, incontri con gli autori, gruppi di letteratura: ogni settimana la nostra libreria ospita almeno due eventi collaterali per avvicinare i lettori e mantenere un rapporto diretto con loro. Perché il libraio non è un semplice commesso, è più un ponte che ti mette in comunicazione con il mondo dei libri, che te li racconta, ti consiglia e ti dà gli strumenti per capire quale lettura sia più adatta a te. La dimensione umana per noi è fondamentale, in molti dei nostri clienti ci dicono che entrando nella nostra libreria ci si sente subito accolti. Per quanto riguarda il nome, Diari di bordo nasce proprio per comunicare che in questa libreria si viaggia, con i racconti, con le storie, con le parole.

E qual è il riscontro del pubblico di fronte a un’offerta così specifica? Avete una clientela che spontaneamente è interessata al tema del viaggio o con il vostro lavoro siete riusciti a far avvicinare a questa visione anche nuove persone?

Diciamo che siamo partiti  totalmente da zero. Mettendoci in proprio non avevamo un nome riconoscibile o una clientela che già ci conoscesse, quindi piano piano siamo riusciti a fidelizzare un bel gruppo di persone che ormai si reca da noi ogni volta che ha bisogno di un consiglio, non solo per una guida, ma anche per una lettura di qualsiasi genere. Allo stesso tempo, gli eventi che organizziamo settimanalmente ci permettono di metterci in luce in città anche più in generale come promotori culturali. A Parma in questi anni si stanno facendo grossi tagli alla cultura, quindi proporre un calendario fitto di incontri sempre gratuiti è davvero importante. Il nostro pubblico è molto vario: ci sono studenti, persone che vivono a Parma da molti anni e che prima frequentavano librerie generaliste; quando facciamo eventi di grande richiamo la gente viene addirittura dalla provincia e dalle città vicine. Fidelizzare è un’altra delle nostre parole d’ordine. È bello vedere che i clienti scelgono di comprare da noi anche se non possiamo offrire gli sconti o le tessere fedeltà che hanno le grandi catene; significa che abbiamo fatto bene il nostro lavoro e siamo riusciti a trasmettere la passione che mettiamo nel selezionare e consigliare i titoli.

Beirut, I love you di Zena El Khalil (Donzelli, 2010) è il libro che hai scelto quando ti abbiamo chiesto quale libro ti abbia cambiato la vita. Ma se invece dovessi scegliere un libro che è stato fondamentale nella storia della libreria Diari di bordo quale sceglieresti?

Ce ne sono molti, ma il primo che mi viene in mente è L’estate del cane bambino di Mario Pistacchio e Laura Toffanello (66th and 2nd, 2014) una storia meravigliosa che riesce a coinvolgere profondamente i lettori. È un libro che racconta lo scontro fra due mondi che non si capiscono, quello dei bambini e quello degli adulti, fino a quando i primi non sono costretti a perdere per sempre la loro innocenza. L’abbiamo presentato qui a Diari di bordo la primavera passata, Antonello ne leggeva alcuni brani. Poi, visto che era piaciuto tanto e per noi era stato così emozionante, abbiamo organizzato una seconda presentazione in una libreria amica di Bologna. Non so spiegare perché sia stato un libro così importante, ma è uno di quelli che una volta terminata la lettura ti resta dentro. Inizialmente può sembrare il classico romanzo di formazione con protagonista un gruppo di bambini, ma andando avanti con la lettura i temi messi in luce sono talmente forti che non ti lasciano più: la violenza nei confronti dei bambini, la malattia mentale, la realtà del manicomio. E mentre questi bambini perdono l’innocenza, il lettore si ritrova a credere nella magia delle fiabe come quando era piccolo, e spera ardentemente che quel bambino scomparso si sia trasformato in un cane. È un libro che ti fa riporre tutte le tue speranze in ciò che coscientemente si sa impossibile, irrealistico; è un libro che ti fa sognare.

 

>>> Scopri il consiglio di lettura di Alice <<<

Facebook Twitter Share on Google+
Inserito il Consigli di lettura, Interviste, News;
Taggato #neilibrilamiastoria, Alice Pisu, Libreria Diari di bordo, Beirut I love you, Zena El Khalil;
Inserito 3 anni fa

Inserisci il tuo commento

Assicurati di aver effettuato l'accesso per poter commentare . Accedi Qui.

Commenti

Nessuno ha ancora commentato questa pagina.

RSS feed per i commenti a questa pagina | RSS feed per tutti i commenti

Newsletter
Rimani sempre aggiornato e in contatto con noi

Twitter

© 2019 La scimmia dell'inchiostro

Login

×