#neilibrilamiastoria | Intervista a Ludovica Giuliani, libreria Le Notti Bianche

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Le notti bianche è una piccola libreria indipendente nel centro storico di Vigevano. Vicinissima alla piazza principale della città, è il luogo ideale in cui sedersi a sfogliare un buon libro mentre si ascolta del jazz o si sorseggia un aperitivo letterario. Ad accoglierci Ludovica, una libraia dalle mille e una idee.

Le notti bianche è una libreria molto giovane, nata appena due anni fa, ma che raccoglie già una grande comunità di lettori e clienti affezionati. Ci racconti com’è nata e cresciuta questa tua creatura?

La libreria ha aperto ufficialmente il 4 ottobre del 2014, ma ovviamente nella mia mente è nata molto prima. Quando avevo 20 ho iniziato a lavorare nella libreria Il Convivio di Vigevano, città in cui mi sono trasferita da San Benedetto del Tronto per motivi di studio. Durante l’università ho iniziato questo lavoro, che però sognavo fin da bambina: a otto anni, infatti, avevo già catalogato tutti i libri di casa! Quando Il Convivio ha chiuso, ho deciso che una volta terminati i miei studi in Critica Letteraria ed Editoria avrei aperto la mia libreria e nel 2014 è nata Le notti bianche. Il nome è ovviamente ispirato al romanzo breve di Dostojevskji, un romanzo che amo molto, ma richiama anche un ‘idea della lettura fondamentale per me: se un libro ci piace molto, stiamo in piedi anche la notte per leggerlo.

La tua libreria si trova in pieno centro storico di Vigevano, dove sorgono altre librerie generaliste e grandi catene, eppure hai un grande successo. Qual è il tuo segreto?

È vero, io sono molto vicina a Piazza Ducale, la piazza principale di Vigevano, dove c’è proprio una grande libreria di catena. Ma io sono praticamente l’unica libreria di varia indipendente in tutta la città e mi caratterizzo per una selezione un po’ diversa dal solito, che dà molto spazio agli editori indipendenti. In più, organizzo molti eventi per attirare nuovi clienti in libreria. Ospitiamo tre gruppi di lettura: uno di narrativa, uno sui classici e uno sui gialli. Organizziamo corsi serali, fra cui un corso di letteratura e cinema americano, uno di lettura ad alta voce e uno di tecniche d’apprendimento. Facciamo presentazioni due volte alla settimana, quindi una media di quaranta presentazioni l’anno e molti incontri con l’autore. La forza della mia libreria è questa: essere un punto d’incontro per i lettori in occasione degli eventi e non far mancare mai il consiglio esperto del libraio e un catalogo attentamente selezionato.

C’è un libro in particolare nella tua memoria che ha segnato la storia di questa libreria fino a ora?

Sceglierei indubbiamente Revolutionary Road di Richard Yates (Minimum fax, 2009) perché è un libro che amo molto, che hanno amato moltissimo i miei clienti e che ho venduto moltissimo, soprattutto nel periodo natalizio. Tutto il catalogo Minimum fax è un catalogo a cui sono molto affezionata. Poi citerei anche L’assassino non sa scrivere di Stefano Piedimonte (Guanda, 2014), la prima presentazione che abbiamo ospitato e quindi anche il primo scrittore che ha messo piede in libreria. E un altro ancora: Le fragili attese di Mattia Signorini (Marsilio, 2015) perché l’ho proposto in un gruppo di lettura in cui è piaciuto molto, ne abbiamo fatto una bellissima presentazione e poi è legato al ricordo di una lettrice che purtroppo non c’è più, che non era solo una cliente, ma era diventata anche una grande amica.

 

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