Le interviste di GoodBook.it | Simone Traversa, vincitore del concorso 8x8

8x8

8x8, un concorso letterario dove si sente la voce è un contest promosso dall’agenzia letteraria romana Oblique, ormai giunto alla sua ottava edizione. A 8x8 non si vince nient’altro che libri, ma si ha l’opportunità quasi unica nel panorama dei concorsi letterari italiani di confrontarsi direttamente con il pubblico e con gli addetti ai lavori del settore editoriale.

Il concorso si struttura, infatti, in questo modo: in 5 serate ospitate dal locale romano Le Mura di San Lorenzo, 8 concorrenti (precedentemente selezionati da Oblique) hanno 8 minuti a disposizione per leggere ad alta voce il proprio racconto, che non deve superare le 8000 battute. A decretare il vincitore della serata una doppia giuria: quella popolare, composta dal pubblico in sala, e una giuria di qualità, composta da esperti e professionisti del mondo dell’editoria. Il premio, una busta di libri, è offerto dalla casa editrice madrina designata per la serata.

I cinque vincitori delle serate vengono poi affiancati da un editor per lavorare alla lingua e allo stile dei racconti in vista della serata finale, che tradizionalmente si tiene in maggio, durante il Salone Internazionale del Libro di Torino.

Quest’anno il vincitore di 8x8 è stato Simone Traversa con il racconto Se non avesse preso il furgone, editato da Benedetta Bolis. Noi di GoodBook.it gli abbiamo fatto qualche domanda.

 

Perché hai scelto di partecipare a un concorso letterario in cui la lettura ad alta voce svolge un ruolo così importante? Pensi che sia un’esperienza che aggiunge qualcosa alla fruizione di un racconto?

Ho scelto 8x8 non tanto per la possibilità di leggere ad alta voce il mio racconto (che comunque è importante, perché ti permette che il racconto venga restituito nel modo in cui tu vorresti che lo fosse), ma più che altro per la trasparenza nel processo di valutazione. Nella maggior parte dei concorsi lo scrittore manda il proprio racconto e una giuria lo valuta senza che ci sia mai un faccia a faccia fra le due parti. A 8x8 invece, ci si espone nella lettura, ma anche i giurati sono chiamati ad esprimersi pubblicamente, a darti un voto parlando direttamente con te e giustificandolo personalmente. C’è un rapporto orizzontale fra giurato e concorrente, che in molti altri concorsi manca.

Che valore ha la presenza di una giuria tecnica e di una giuria popolare?

La presenza di due giurie è molto importante. Purtroppo, di fronte a una giuria critica, spesso la giuria popolare si sente meno competente e quindi, per una forma di timidezza, fa più fatica ad esprimersi. Però, alla fine, il suo pensiero si può verificare grazie all’alzata di mano. Io comunque cerco sempre di non fare troppa differenza fra il giudizio di critica e quello del pubblico, alla fine sono delle categorie che noi affibbiamo a queste persone: magari fra il pubblico ci sono degli esperti, chi può dirlo? E allo stesso tempo, anche quello della critica è un pubblico, con i suoi gusti e le sue opinioni personali. Devo dire, come concorrente, che il giudizio della critica è sempre molto puntuale e azzeccato, personalmente mi ha aiutato davvero molto per capire il potenziale del mio racconto.

L’esperienza di editing è stata utile per sviluppare meglio questo potenziale?

Era la prima volta che sottoponevo un mio testo a un editor e devo dire che l’esperienza è stata anche meglio di quanto mi aspettassi. Purtroppo il tempo era molto poco e siamo riusciti a instaurare un rapporto esclusivamente epistolare, via mail, però il lavoro svolto sul racconto è stato veramente utile. L’editor è riuscita a definire e far emergere meglio delle parti del racconto fondamentali che io avevo un po’ trascurato. La seconda volta che ho letto il racconto, una volta editato, ho avuto un riscontro migliore non solo di critica, ma anche di pubblico.

Dopo il successo ottenuto a 8x8 hai già dei progetti? Pensi che continuerai a dedicarti alla scrittura?

Non ho ancora dei progetti ben chiari. Sicuramente 8x8 è stato utile per farmi capire che se voglio lanciarmi in un progetto più grande, più strutturato, come può essere una raccolta di racconti o un romanzo, voglio farlo con qualcuno che mi segua da vicino, che mi sproni e che mi bacchetti per lavorare come si deve. Spero di farcela!

 

Leggi Se non avesse preso il furgone di Simone Traversa.

 

 

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Taggato 8x8, Oblique, Simone Traversa, Se non avesse preso il furgone;
Inserito 3 anni fa

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