Le interviste di GoodBook.it | Angelo Di Liberto di Billy, il vizio di leggere

BILLY

Billy, il vizio di leggere è un gruppo di consapevolezza letteraria nato nel 2011. Oggi è una delle community di lettori più numerosa e attiva d'Italia. Dal 24 al 26 giugno 2016, a Palermo, si è svolto il secondo raduno nazionale di "billini". Per l'occasione, GoodBook.it ha intervistato Angelo Di Liberto, uno dei fondatori di Billy.

Billy, il vizio di leggere è una delle comunità di lettori più forti in Italia. Com’è nata l’idea? Come si è sviluppata nel tempo?

In un panorama editoriale così vasto come quello italiano, in qualità di lettori , volevamo capire quali fossero i libri che vale la pena leggere, partendo da un principio di autorevolezza e qualità. Per fare chiarezza abbiamo deciso di fondare un gruppo di consapevolezza letteraria. Per consapevolezza letteraria intendiamo la capacità di cogliere lo speciale rapporto che si instaura tra chi legge e il libro. Siamo particolarmente interessati a quello spazio di mezzo, magico, un po’ misterico, che si viene a creare tra la storia e il suo lettore, e a quanto questa storia possa influire sulle scelte, sui pensieri e sulle riflessioni di chi legge. Da queste considerazioni nasce Billy, il vizio di leggere: uno luogo virtuale dove potersi confrontare utilizzando la letteratura; per noi la letteratura è un mezzo che permette di fare i conti non solo con noi stessi, ma anche con gli altri e con il mondo che ci circonda. L’idea è quella di incontrare, in questi confronti, dei libri che siano capaci di spostare di qualche grado la nostra consapevolezza. Per riuscire in questo intento; Billy organizza da anni una grande serie di attività, interviste, letture. Abbiamo due attività principiali: una si chiama "Lettura consapevole condivisa", durante la quale prendiamo il testo che abbiamo deciso di analizzare e lo leggiamo insieme, a volte anche insieme all’autore. In questo momento stiamo facendo la "Lettura consapevole condivisa" di Dalle rovine di Luciano Funetta (Tunué) con Luciano Funetta, e abbiamo appena finito di leggere La resistenza del maschio di Elisabetta Bucciarelli (NN Editore) in compagnia dell’autrice. Questo ci permette di entrare nei significanti e non soltanto nei significati e di darne di nostri; è un’occasione che ci consente di mettere in comune le idee sul libro che stiamo leggendo, ma è anche un’analisi profonda del testo in tutti i suoi livelli, in tutte le sue stratificazioni. Non cerchiamo risposte, a volte è più importante farsi la domanda giusta, come dice qualcuno. La seconda attività si chiama "Il gioco degli stralci": noi amministratori della pagina scegliamo un libro di cui lasciamo all’oscuro i lettori. Per 10 giorni pubblichiamo uno stralcio al giorno del libro scelto e da lì avviamo flussi di coscienza spontanei, comparazioni tra scritture e tra autori. Così facendo si interviene sul significato intimo di quello stralcio, si cerca di contestualizzarlo in un periodo storico, in una realtà sociale, si prova a entrare nella psicologia dei personaggi. La grande novità in quello che facciamo è tentare di creare un rapporto tra la situazione contingente di cui stiamo leggendo nello stralcio e la persona che lo legge. Nel gioco avviene la catarsi, ci si rispecchia in quello che si sta leggendo e si attiva un circuito virtuoso tra lettore, parole e pensieri. Viene fuori l’umanità di ognuno dei lettori, la considerazione personale su quello che si sta leggendo e la comparazione tra quello che si sta leggendo e la propria vita. Solo alla fine di queste riflessioni sveliamo titolo, autore ed editore. Quando finisce il gioco, si ha una grande sete di lettura di quel titolo specifico: averne conosciuto qualche stralcio ha acceso una forte curiosità e la necessità di leggere il libro per intero.

 

FeltrinelliBILLY

Angelo Di Liberto con Mimmo Sammartino durante il secondo raduno di Billy, il vizio di leggere alla Feltrinelli di Palermo.

 

Billy, il vizio di leggere esiste ormai da 5 anni. Come si è evoluta la vostra community e la partecipazione alle vostre iniziative nel tempo? Qual è il trucco per gestire una pagina così partecipativa?

In questi anni è cambiato soprattutto l’interesse intorno alla lettura, se lo guardiamo dal punto di vista del confronto personale, tra libro e lettore, tra autore e lettore e fra lettore e lettore. Anche grazie al nostro lavoro, i lettori hanno capito che leggere è come vivere e quindi non possono farne a meno, hanno capito il valore inestimabile di certi libri e soprattutto hanno imparato a distinguere le differenze tra libro e libro. Perché il problema fondamentale in Italia è che tutto è stato gettato in un unico calderone indiscriminato. Questo non significa che ci siano una letteratura alta e una bassa, non vogliamo dimostrare questo: vogliamo semplicemente chiamare le cose con il loro nome. Vogliamo dire che sì, esiste Il processo di Kafka ma esiste anche Adesso di Chiara Gamberale. Noi sappiamo perfettamente chi sia Chiara Gamberale e cosa sia il suo libro, e sappiamo perfettamente che sono molto diversi da Kafka e dal suo romanzo. Noi tentiamo di dare identità e restituire merito a quello che sono valore e bellezza. Ci interessa l’individuazione della bellezza attraverso la lettura, la diffusione del valore di certi libri, l’autorevolezza di certi autori. Come lo facciamo? Mettendo tutte le nostre idee in comune. Nella nostra comunità c’è talmente tanta di quella letteratura e tanto di quel confronto che, a chi ne fa parte, basta aprire un libro e mettersi ad analizzarlo per capire cosa sia bellezza e cosa non lo sia. Non obblighiamo nessuno a leggere quello che vogliamo, semplicemente diamo un punto di vista differente. Così facendo, nel tempo, il gusto dei lettori si è affinato: sono loro a chiedere qualità, che significa una scrittura di valore ma anche una qualità nel lavoro dell’editore che sta dietro il romanzo. L’interesse dei lettori si è evoluto anche in questo senso. Un lettore consapevole vuole essere a conoscenza della filiera del libro. Ad esempio, Billy non legge e non tratta libri pubblicati da casa editrici a pagamento, e non lo fanno nemmeno i membri della nostra community.

 E così facendo siete riusciti ad avvicinare alla lettura anche un nuovo pubblico?

Si, assolutamente, l’abbiamo visto anche al nostro ultimo raduno: ci sono state delle donne che hanno portato con sé i propri mariti e i propri figli. Magicamente queste persone non solo si sono interessate alla speculazione sulla letteratura, ma hanno anche preso in mano un libro e hanno deciso di leggerlo. Questo avviene spesso in Billy, il vizio di leggere, moltissimi dei nostri follower me l’hanno confessato: sono passati da Un Posto nel mondo di Fabio Volo a Anna Karenina. Questo è un grandissimo risultato! Poi, ci sono alcune insegnanti che utilizzano "Il gioco degli stralci" in classe, in diretta con noi attraverso il computer, per avvicinare sempre più alunni alla lettura. C’è una grandissima umanità nel nostro lavoro. Le persone che partecipano alle nostre iniziative si spogliano, tolgono la maschera e vengono fuori con le loro emozioni genuine. È una cosa molto utile, soprattutto per i giovani. Una volta abbiamo fatto il gioco con il libro di Marco Marsullo, I miei genitori non hanno figli (Einaudi), che è una lettura adolescenziale. In questo caso sono state le mamme e i papà a mettere i figli davanti al computer e per farli partecipare. Poi ci sono persone coinvolte da amici, persone che avrebbero potuto diventare lettori forti, ma non riuscivano a trovare l’atmosfera giusta o il coraggio per iniziare e alla fine l’hanno trovato in Billy, il vizio di leggere. In molti hanno iniziato a leggere grazie a Billy, me l’hanno detto in più occasioni. Se non si è abituati fin da piccoli, per iniziare a leggere bisogna trovare l’atmosfera giusta, le parole giuste e forse i libri giusti. Ma la voglia c’è: la voglia di ascoltare, di capire e di entrare in relazione gli uni con gli altri. E la letteratura permette tutto questo.

ModusLegendi

Il logo dell'iniziativa Modus Legendi.

 

Un’altra vostra iniziativa molto interessante è Modus legendi, che ha permesso a un libro di una piccola casa editrice di entrare nella classifica delle vendite nell’aprile 2016. Da cosa è nata l’idea?

Siamo partiti da una domanda: perché negli anni 80 i bestseller erano libri del calibro de L’insostenibile leggerezza dell’essere, Il profumo, Il nome della rosa? Libri di qualità che erano anche bestseller. Oggi se dico bestseller ci vengono in mente After o Cinquanta sfumature di grigio. Cos’è successo? Come siamo potuti cadere così in basso? Che è successo in Italia? C’è un netto impoverimento! Non perché non ci debbano essere questi libri, perché ci sono sempre stati, però una volta si sapeva la differenza, oggi mettiamo tutto sullo stesso livello, sullo stesso piano. Ci siamo interrogati molto sulla questione, fra colleghi, però a un certo punto rischiava di rimanere una discussione effimera e ci siamo detti: cosa possiamo fare nel concreto per dare un segnale dal basso? La risposta è stata: proviamo a influenzare la classifica di vendita dei libri. Le classifiche in Italia non riguardano mai il gradimento di un libro, ma solo le vendite. E in classifica ci sono sempre le stesse case editrici: quelli che potremmo definire “editori grandi”, ma non “grandi editori”. Editori consumati dall’inseguimento del bestseller da lanciare, della moda del momento. Editori che invece di fare mercato lo subiscono, che invece di creare tendenza subiscono quella che già esiste. I piccoli editori, invece, si sforzano di trovare voci nuove, insolite, non ovvie, non banali e per questo a loro non è dato entrare in classifica quasi mai. Modus legendi non è altro che restituire merito a chi fa libri di valore, gli autori ma anche gli editori. Nel concreto è la creazione del primo bestseller di qualità dal basso. È pensare di portare in classifica di vendita nazionale un libro che non ci sarebbe mai arrivato.

Infatti siete riusciti a portare in classifcia Il posto di Annie Ernaux, pubblicato da L’Orma editore.

Si, al terzo posto della narrativa straniera nazionale e all’undicesimo della classifica generale. Ci siamo riusciti, abbiamo dimostrato che il merito si può premiare anche in Italia, che l’editoria virtuosa e di qualità è una risorsa. E sono stati i lettori a chiederlo, per la prima volta.

Il ruolo dei lettori, infatti, è stato molto importante nella scelta del titolo da mandare in classifica. Ci racconti com’è avvenuta?

Per un anno io e Carlo Cacciatore (l’altro amministratore della pagina, ndr) abbiamo letto un centinaio di libri, poi ci siamo confrontati con lettori forti e librai di cui ci fidiamo e da cui sapevamo avremmo avuto suggerimenti sicuri e di qualità, per individuare una cinquina. Cinque libri di cinque editori indipendenti. La cinquina comprendeva diverse categorie, ugualmente importanti per noi: autori italiani e stranieri, scrittori e scrittrici, esordienti e navigati, ecc. I titoli scelti erano Il posto di Annie Ernaux (L’orma), La resistenza del maschio di Elisabetta Bucciarelli (NN Editore), Il grande animale di Gabriele Di Fronzo (Nottetempo), Dalle rovine di Luciano Funetta (Tunué) e Sul soffitto di Eric Chevillard (Del Vecchio). Sono stati i lettori a votare, fra questi cinque, il titolo che avrebbero voluto in classifica: dal 13 al 31 marzo abbiamo aperto il voto. Io avevo stilato 5 schede informative molto dettagliate sui romanzi e poi abbiamo invitato i lettori a fare ricerche su internet, quasi come quando si entra in libreria e ci si mette a sfogliare libri che non si conoscono. Il 31 marzo è stato decretato il titolo vincitore: Il posto di Annie Ernaux. A questo punto, abbiamo dato 18 giorni di tempo alle librerie italiane per rifornirsi del titolo e, finalmente, fra il 18 e il 24 aprile ci siamo precipitati all’acquisto in tutta Italia, attivando una catena incredibile: è stata una settimana speciale, la nostra “settimana santa”.

 

BEDBOOK

Il secondo raduno di Billy, il vizio di leggere ospite a Bed&Book di Palermo.

 

Nel weekend appena trascorso, a Palermo, c’è stato il secondo raduno di "billini" di tutta Italia. Com’è andata?

Sono stati tre giorni molto intensi dedicati alla letteratura. I nostri raduni sono il volto fisico e concreto di quello che abbiamo creato online, virtualmente. Chiaramente sono un’occasione per parlare di Billy, il vizio di leggere, ma anche per conoscersi personalmente. Ci siamo presentati e abbiamo parlato dei nostri principi, di quello che ci muove nei confronti della lettura, abbiamo raccontato l'esperienza di Modus legendi. Ci piace ospitare l’evento in luoghi evocativi e significativi: quest’anno abbiamo scelto per il primo giorno una libreria indipendente, per il secondo una di catena e per l’ultimo giorno un bed & breakfast a tema letterario.

 La partecipazione com’è stata? C’erano tante persone?

Tante! Non si respirava, a ogni evento c’era gente in piedi, ma si è creata un’atmosfera bellissima. Billini che arrivavano da tutta Italia: Bologna, Foggia, Cagliari, Busto Arsizio, Roma, Napoli, Catania… ovunque!

 Come avete organizzato le varie giornate del raduno?

Il primo giorno, alla libreria Modusvivendi abbiamo presentato il libro di Paolo Morelli, Né in cielo né in terra (Exòrma) con l’autore e Maura Sassara, della casa editrice. Il secondo giorno siamo andati da Feltrinelli per la presentazione di Mimmo Sammartino, caporedattore de La Gazzetta del Mezzogiorno, che ha scritto un libro meraviglioso: Il paese dei segreti addii (Hacca). Con Mimmo abbiamo imparato cosa sia il registro dell’incanto. Lui ha una formazione da giornalista, un lavoro che gli impone un registro di cronaca, ma quando si cimenta nella narrazione dice di ispirarsi allo stile di sua nonna quando gli raccontava le storie da bambino, al suo tono, al suo registro, alle atmosfere che lei riusciva a creare. E poi domenica abbiamo concluso con la presentazione di un’esordiente, una ragazza, Claudia Palazzo, che ha scritto una bellissima raccolta di racconti: Morte del piccolo principe e altre vendette (Il palindromo). Una serie di scritti taglienti su quelle piccole vendette che non possiamo attuare nella vita di tutti i giorni e che l’autrice è riuscita a mettere in atto metaforicamente attraverso la letteratura. Con Claudia abbiamo imparato a leggere per vendicarsi, vendicarsi della bruttezza, del degrado del mondo, leggere per una sorta di legittima difesa nei confronti di tutto ciò che non va nella nostra società. La letteratura permette di andare in posti migliori: eleganti, raffinati ma soprattutto belli.

 

 

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