Le interviste del blogger | Kerry Hudson

KERRYHUDSON

Kerry Hudson è una giovane scrittrice scozzese. I suoi libri sono pubblicati in Francia, negli Usa e ora anche in Italia dalla casa editrice Minimum Fax. L'autrice, candidata fra i candidati del Premio Strega Europeo 2016 con il romanzo Sete è stata recentemente nel nostro paese per un tour di presentazioni. Beatrice, del blog The buzzing page, ha avuto l'occasione di intervistarla e lo racconta in un lungo pezzo in cui recensisce anche il primo romanzo di Kerry Hudson, Tutti gli uomini di mia madre, di recente traduzione in Italia. Sul nostro blog ospitiamo un estratto della bellissima intervista!

Kerry Hudson è vestita con abito blu intenso, che contrasta meravigliosamente con la sua pelle candida e i suoi capelli biondi che le cadono leggeri sulle spalle. Ha viaggiato tutto il giorno, ma sembra appena uscita da una spa. Il suo fidanzato le sta accanto, la osserva tenero e orgoglioso, mentre ci accomodiamo a un tavolino retrò della libreria-negozio dell'antiquariato che ci ospita, e il suo fantastico ufficio stampa ci porta delle rinfrescanti birre per affrontare meglio questo caldo pomeriggio di luglio.  

BEATRICE: Quando leggo uno scrittore contemporaneo cerco sempre di sapere meno cose possibili su di lui, perché il mio obiettivo è andare bella dritta all'interno del testo. Quindi, partiamo con il tuo secondo romanzo, Sete. Ovviamente mi sono innamorata abbestia della storia d'amore tra Alena e Dave. Ho notato che la scrittura era sempre focalizzata sui gesti dei due protagonisti, sul loro toccarsi, sui loro sguardi, sui loro movimenti più piccoli, in contrapposizione alle storie di questi due esseri umani. Si tratta di qualcosa che viene dalla mia testa oppure è un'effettiva ricerca in termini di stile e contenuto?

KERRY HUDSON: [Ride] No... Non viene dalla tua mente!, anzi grazie per averlo notato. Nel mio primo libro ci sono situazioni che vengono direttamente dalla mia vita, per questo è stato più facile farlo venire fuori. In Sete ho dovuto fare molte più ricerche, e nella prima versione Alena andava subito a letto con Dave. La mia editori mi ha detto no no no, è davvero troppo presto! Quindi ho fatto in modo di concentrarmi sui loro gesti durante il loro agognato avvicinamento, e quando finalmente si baciano il lettore esulta con loro e tira un respiro di sollievo. Ho cercato di concentrarmi sui piccoli dettagli proprio per far capire quanto si desiderassero e quanto allo stesso tempo fossero ancora lontani, perciò ancora grazie per averlo notato...

BEATRICE: Sì, per me la parte in cui si conoscono piano piano è proprio molto romantica ma allo stesso tempo ansiosa, perché ti dà esattamente l'idea di due persone che vogliono prendersi cura l'una dell'altra ma davvero non sanno come fare [e immaginatevi lei che mi guarda con gli occhi dell'ammmòre mettendosi una mano sul petto e annuendo abbestia...].

KERRY HUDSON: Sì, sono così fragili...

BEATRICE: Andiamo avanti che sennò mi metto a piangere [risate]. Prossima domanda. La storia va avanti molto lentamente, a volte è quasi snervante. Ti vorresti mangiare le unghie e strappare le pellicine come fanno Alena e Dave; poi, nelle ultime cento pagine c'è una sorta di accelerazione, dal momento in cui Alena è costretta a tornare in Siberia (che poi è una delle mie parti preferite). Mi potresti dire qualcosa a proposito di questo processo, e perché no, del tuo viaggio in Russia

KERRY HUDSON: Sì, la ragione per cui ho fatto in modo che la prima parte procedesse così lentamente è stata proprio quella di permettere ai due personaggi di conoscersi bene, e al lettore di conoscere i personaggi, il tutto in maniera dannatamente lenta, le loro abitudini, il contesto da cui provengono, capire perché hanno bisogno l'uno dell'altra. Quando poi Alena deve tornare in Russia, Dave può così prendere una decisione molto coraggiosa, dal momento in cui si conoscono molto e bene e quindi ha senso affrontare un viaggio lunghissimo per tentare di riprendersela.

BEATRICE: [ogni tanto mi vengono in mente cose e non riesco a trattenermi dal dirgliele, ma ci metto otto anni perché non mi ero preparata!]: oggi è l'anniversario della morte di William Faulkner, il mio mito assoluto [così anche Kerry ora lo sa]; ho adorato i cambi di punto di vista, e il fatto che talvolta, soprattutto all'inizio, il lettore non si renda bene conto di chi sta parlando e di cosa, ci vuole qualche riga per ripigliarsi, e ho trovato questo espediente narrativo davvero efficace per rendere il disagio dei due protagonisti; inoltre è come se alla fine fossero un'unica entità che pensa e sente [Kerry in tutto questo mi guardava un po' stordita, lo sapevo che sarebbero arrivati questi momenti, poi l'ho abbozzata e siamo andate avanti...]. Alena e Dave sono i personaggi principiali, ma anche le loro madri sono molto importanti per la storia e penso che tu le abbia rese in maniera superba. In tal proposito, ti dico che non ho letto Tutti gli uomini di mia madre, ma so che si tratta di un'altra storia d'amore, quella tra madre e figlia. Hai portato qualche tipo di ispirazione dal tuo primo romanzo nel ritrarre le bellissime e difficili relazioni tra i protagonisti e le rispettive madri? 

KERRY HUDSON: Di solito scrivo perché sono curiosa a proposito di qualcosa che mi riguarda, per capire insomma qualcosa di me stessa. Quindi il primo libro sì, è più che altro una storia storia d'amore tra mamma e figlia, di come questa relazione sia complessa, di come una figlia debba rompere con il proprio genitore per diventare davvero se stessa. Ho voluto quindi esplorare di nuovo queste situazioni in Sete, dove sì, le madri possono avere comportamenti discutibili, specialmente nel caso della mamma di Dave, ma alla fine emerge sempre un amore puro e incondizionato nonostante le imperfezioni. E così ogni volta che invio un manoscritto alla mia agente, lei mi dice ok... per l'ennesima volta riguarda ancora le mamme [grasse grassissime risate]! [E così io giustamente mi sono sentita di dirle che la mi' mamma mi aveva pregato di non perdere il segno di Sete quando glielo avrei fatto autografare... Kerry se la ride, io sto volando]. Quindi la Russia. Non so esattamente perché io abbia scelto la Siberia, a parte il fatto che ero interessata nel traffico del sesso, perché penso che sia una delle cose più orribili che possa capitare a un essere umano. Al tempo in cui ho scritto il libro una mappa indicava che la maggior parte delle ragazze che arrivavano a Londra proveniva dalla Siberia profonda. Quindi ho capito che se volevo parlare della Siberia, ci sarei dovuta andare per davvero...

Leggi l'intervista integrale su The buzzing page.

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Titolo: Sete
Autore: Kerry Hudson
ISBN: 9788865592731
Editore: BEAT
Collana: Superbeat
Pagine: 323

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Titolo: Tutti gli uomini di mia madre
Autore: Kerry Hudson
ISBN: 9788875217082
Editore: Minimum fax
Collana: Sotterranei
Pagine: 327

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Inserito il Interviste, News;
Taggato Tutti gli uomini di mia madre, Sete, Kerry Hudson, Minimum fax;
Inserito 3 anni fa

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