Il consiglio del blogger | Foschia di Anna Luisa Pignatelli

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Valentina del blog La biblioteca di Babele ci consiglia una novità di Fazi Editore.

 

 

«Perché i buoni non vincono mai?»,
le chiesi una sera, reagendo così a quella perenne mancanza di speranza,
mentre il vento s'accaniva contro il tetto di Lupaia.
«La vita sta dalla parte dei malvagi».

 

Tre anni fa, esattamente a fine gennaio 2016, Fazi ha pubblicato Ruggine, un romanzo di una bellezza così struggente che non sono riuscita a dimenticare. Leggendo molti libri è inevitabile che la memoria perda qualche dettaglio o che addirittura non ci si ricordi più nulla di qualcosa che, forse, non ci ha poi colpito troppo. Io Ruggine me lo ricordo alla perfezione, mi ricordo di quella vecchina nel suo paesino toscano che col suo gatto Ferro viveva una vita di resistenza nei confronti di chi lì non ce la voleva. Tutto merito dell'autrice, Anna Luisa Pignatelli, che aveva saputo creare e raccontare una storia in modo così originale.
Qualche tempo fa ho saputo che la Pignatelli sarebbe tornata in libreria dal 24 gennaio con un nuovo romanzo, Foschia, che ho avuto la possibilità di leggere nei primi giorni di questo nuovo anno. È stato il mio primo libro letto nel 2019, praticamente divorato in due giorni perché, come prevedevo, l'autrice si è riconfermata una grande penna. Anche se non vi ho trovato quella grande malinconia di fondo che avevo riscontrato nell'opera precedente (che forse era data dal fatto che la protagonista fosse una donnina anziana e sola), la storia di Marta - personaggio più giovane e dal carattere più libero - probabilmente è ancora più forte, anche per i temi trattati.

Marta è una donna sulla trentina, fa l'attrice di teatro e vive in America. È malata e ci dice quasi da subito che la sua infanzia e la sua adolescenza sono state difficili, e che suo padre le ha fatto qualcosa che l'ha spinta a fuggire, così inizia a raccontare la sua storia dall'inizio. Da piccola ha vissuto col padre Lapo - la cui madre, dopo aver perso un figlio e il marito, è tornata in America, sua terra natale - la madre Teresa e il fratello Antonio a Lupaia, un podere nelle campagne toscane che la famiglia Neri considerava quasi un luogo magico. Lapo è un importante critico d'arte, fisicamente bello, aitante e dotato di grande carisma e fascino, mentre Teresa è uno spirito libero, una donna anticonformista, sensibile e fortemente connessa con la natura. I genitori si sono sempre fatti chiamare per nome dai figli, mai mamma e papà. Teresa spesso viene ricoverata in manicomio, fino a quando non si toglie la vita, cosa che viene considerata da Marta come un atto di viltà, ma solo in un primo momento, perché da adulta molte cose le saranno più chiare.

Marta ammira questo padre così colto, che la coinvolge nel suo amore per l'arte (le fa conoscere la Ghismonda di Bernardino Mei, a cui lei somiglia molto e che ha una sua importanza all'interno del libro) e che spesso giustifica in tanti dei suoi comportamenti. È bello, Lapo, e quando lei è nel fiore della sua adolescenza nasce una sorta di attrazione molto particolare e pericolosa. Quando lui si risposa con Dora, una donna molto ricca che colleziona opere d'arte e che era già presente nella loro vita da prima che Teresa morisse, Marta e Antonio, dopo la vendita di Lupaia, devono trasferirsi a casa della matrigna, Torre al Salto, un posto molto grande, austero ma in cui non si sentirà mai a casa. Grazie anche alla figlia di Dora, Clotilde.

 

Ghismunda Bernardino MeiGhismonda di Bernardino Mei

 

Volevo essere libera e al contempo avevo la sensazione angosciosa di brancolare in una densa foschia, senza una visione concreta della vita, incapace di riconoscere la mia strada. Una foschia che era soprattutto in me, che ottenebrava la mia giovinezza, in cerca di ideali e di verità, e ne vanificava l’audacia.

La ragazza, che narra la storia in prima persona, vive in una specie di gabbia dorata in cui apparentemente non le manca nulla. Lì, però, niente è suo, si sente estranea all'ambiente e alle persone che lo abitano, si sente in trappola e nutre per anni il desiderio di scappare, cosa che alla fine, come si evince dal fatto che ormai vive in America, riesce a fare.
La vita di Marta è avvolta dalla foschia come la campagna toscana: ci sono tanti segreti intorno a lei, si rende conto che le vengono taciute tante verità ma soprattutto che il tempo che passa le permette di capire e interpretare diversamente tanti eventi. Teresa era davvero pazza? Era colpa del gene della follia presente nella sua famiglia, o le è accaduto qualcosa che alla fine l'ha spezzata definitivamente? Lapo è davvero un critico d'arte così onesto o guadagna facendo perizie false? Chi è realmente? È così ambiguo che a volte lei stessa non riesce a capire se è un padre amorevole o uno che pensa solo ad essere il più bravo, il vincente, il migliore.
Di certo c'è che, grazie al personaggio di Lapo, la Pignatelli inserisce nel romanzo la sua passione per l'arte. Io che non sono troppo ferrata mi sono divertita molto a cercare in rete le opere citate quando Marta le scopre sui libri o quando il padre la porta per monasteri o musei a scoprirle.

E restando in tema di personaggi, ce n'è uno meraviglioso. Marta è sola, ha un fratello perso nei fatti suoi e indolente, un padre impegnato a primeggiare, una madre che si arrende, una matrigna e una sorellastra che la disprezzano e una nonna americana che quasi non se ne cura nemmeno; ed è per questo motivo che tutta la luce della storia si concentra su Gesuina, una donna che a Lupaia si occupava delle faccende domestiche e accudiva Teresa e che ora non può andare oltre il cancello di Torre al Salto. Gesuina sembra quasi un angelo custode per Marta, riappare nei suoi momenti più importanti, quasi a farle sentire un po' di calore quando ne ha più bisogno. E, manco a dirlo, sono i momenti in cui mi sono commossa di più.

Foschia è una storia di legami familiari, della loro importanza e della misura in cui possano arrivare ad essere complicati. Cosa può provocare il dolore quando ti viene inflitto per tanto tempo? Ce lo racconta Marta.

 

(Questa recensione è apparsa anche sul blog La biblioteca di Babele)

 

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Titolo: Foschia
Autore: Anna Luisa Pignatelli
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2019
Pagine: 200
Editore: Fazi

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Inserito 25 giorni fa

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