Editoriale | Perché Antonio Scurati ha vinto il Premio Strega

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Se ce l'avessero chiesto qualche mese fa non ci avremmo scommesso un euro, invece alla fine è successo: Antonio Scurati ha vinto il 73esimo Premio Strega con il suo romanzo M. Il figlio del secolo, edito Bompiani.

Sarà perché allo Strega non è più tempo per i vincitori annunciati, come scriveva Francesco Longo su Rivista Studio all'indomani dell'assegnazione del premio (riferendosi alla sconfitta di Marco Missiroli e del suo Fedeltà, dato per vincitore ancora prima della sua uscita nelle librerie), ma noi siamo contenti per molte ragioni. In primis, perché chi sta scrivendo questo pezzo aveva scommesso su di lui durante il totostrega che ogni anno incendia la redazione di GoodBook; in secondo luogo perché Antonio Scurati è stato per anni allo Strega come Philip Roth stava al Nobel o Leonardo Di Caprio all'Oscar: tutti lo acclamavano, ma non vinceva mai (è arrivato secondo per un pugno di voti ben due volte, nel 2009 e poi nel 2014). Ma soprattutto siamo contenti perché M. Il figlio del secolo è un romanzo bello e utile.

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Alla fine anche Leo ce l'ha fatta, nel 2016

 

Nelle sue oltre 800 pagine il romanzo di Scurati racconta i primi atti del Fascismo in Italia, dalla costituzione dei Fasci di Combattimento nel 1919 al discorso sul delitto Matteotti tenuto dal Presidente del Consiglio Benito Mussolini il 3 gennaio 1925 alla Camera dei Deputati. Pare che il romanzo sia il primo di una trilogia (diventerà anche una serie TV) e che ci siano voluti 5 anni di lavoro e la consultazione di centinaia di documenti perché il libro vedesse la luce. "Un romanzo documentario", l'ha definito l'autore in più occasioni, che ha scatenato un grande dibattito anche all'interno dell'accademia: molti storici di professione si sono espressi  sulla sua uscita, chi  contro (come Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera, che ha accusato Scurati di "incongurenze, sviste e anacronismi") e chi a favore, come David Bidussa, che ritiene che la missione di Scurati di mostrare Mussolini per quello che era sia piuttosto riuscita.


Ciò che è inedito (e a nostro avviso vincente) in M. Il figlio del secolo è il punto di vista: Scurati sceglie, infatti, di raccontare Mussolini come Mussolini l'avrebbe raccontato, lasciando parlare l'uomo più che il personaggio storico, e mettendone a nudo tutte le contraddizioni, le debolezze, le idiosincrasie, le ossessioni e i patetismi. Un punto di vista che solo un romanziere avrebbe potuto scegliere, non di certo uno storico in cerca di obiettività. 

La narrazione ha molti spunti cinematografici, procede per scene: ogni capitolo è una clip (circoscritta per spazio, tempo, personaggi coinvolti) cui segue un altro episodio e poi un altro ancora, senza soluzione di continuità (se non l'ordine cronologico). Questo contribuisce a immergere il lettore nella vicenda, a farlo immedesimare con i suoi contemporanei "che ovviamente non potevano sapere cosa avrebbe loro riservato il futuro", come ha notato Mario Barenghi in una recensione per Doppiozero. In più, M. Il figlio del secolo è una galleria di personaggi straordinari, da D'Annunzio a Matteotti, da Nicola Bombacci a Margherita Sarfatti, tutti personaggi di una storia, prima che della Storia: umani, irrequieti, deboli, idealisti, arrivisti, coraggiosi. A volte tutte queste cose insieme.

Vincere il Premio Strega non è automaticamente garanzia di vendita per un libro, ma certamente assicura che di quel libro si parli tanto e che incuriosisca anche i lettori meno forti. In un momento storico in cui tutto (dal linguaggio politico al fascino dei giovani per le destre estreme) sembra indicare il rischio di tornare a uno dei periodi più bui della nostra Storia, il senso e l'importanza che sia stato proprio questo libro (che prima di tutto va letto perché è bello, è ben scritto, è godibile e  avvincente) a vincere lo Strega l'ha spiegato lo stesso Scurati nell'intervista rilasciata dopo il sorso della vittoria

 

Dedico la vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che poi fra loro trovarono il coraggio di combatterloVorrei dedicare il premio anche ai nostri figli con l’auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto 100 anni fa.

 

PER APPROFONDIRE

SAGGI SUL FASCISMO (E IL SUO RITORNO)

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In copertina foto di Musacchio, Ianniello & Pasqualini

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Inserito 2 mesi fa

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