#neilibrilamiastoria | Intervista a Claudio Morandini, scrittore

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Claudio Morandini è nato ad Aosta nel 1960, è scrittore e sceneggiatore radiofonico e teatrale. Ha pubblicato diversi romanzi, tra cui Le larve (Pendragon, 2008), Rapsodia su un solo tema (Manni, 2010), A gran giornate (La linea, 2012).  Neve, cane, piede (Exòrma, 2015) è il suo ultimo lavoro.

Neve, cane, piede è il tuo sesto libro, ma prima di diventare un romanziere ti sei occupato per anni di sceneggiatura radiofonica e teatrale. Due mondi diversi, ma pur sempre legati alla scrittura. Qual è stato il percorso che ti ha portato da uno all’altro?

Ho cominciato a scrivere romanzi più di dieci anni fa. Prima ancora, come hai detto tu, mi sono occupato per anni e anni della stesura di radiocommedie per la sede regionale della Rai di Aosta, dove vivo. In queste sceneggiature ero libero di scegliere temi, situazioni, personaggi quindi sono state una grandissima palestra per affinare alcuni elementi molto importanti anche nella scrittura: l’arte del dialogo, il taglio delle scene. Conclusa questa esperienza mi è sembrato naturale continuare a sviluppare la mia voglia e la mia capacità di raccontare storie, ma ho deciso di passare alla narrativa vera e propria. Così è iniziata la stesura di romanzi e racconti che negli anni si sono alternati e accumulati. Ciò che mi spinge a scrivere è il piacere di raccontare e condividere le storie, il vederle crescere man mano che ci penso, le scrivo e metto da parte le pagine.

Quando da bambino ti chiedevano cosa avresti voluto fare da grande tu rispondevi già «Lo scrittore» o è una propensione che è cresciuta col tempo?

Già da bambino avevo una propensione al racconto ed ero un grande lettore: nella mia infanzia ho letto alcuni romanzi che ancora adesso sono fondamentali per me, come appunto Viaggio al centro della terra. Sono libri divorati e riletti più volte, che rimangono impressi per la loro forza nel creare un immaginario del tutto nuovo, che cambia a ogni rilettura. Da piccolo mi sono alimentato di libri e poi crescendo mi è venuta voglia di misurarmi con quelle storie, rivoltandole, mettendole in discussione, giocandoci e riscrivendole a modo mio.

È una domanda difficile, lo sappiamo, ma se fossi costretto a scegliere quale dei tuoi romanzi è quello a cui sei più affezionato?

Questa è davvero difficile, perché ogni libro è legato a un momento particolare, di esaltazione o di fatica. Detto tra noi, sceglierei Neve, cane, piede, l’ultimo. Per lo stato di grazia, diciamo così, in cui è nato, è cresciuto, è venuto fuori; per l’intesa ideale che ho trovato con l’editore (Exòrma, ndr) e anche per il successo che sta avendo. È anche il libro che ho scritto più facilmente, con più leggerezza ed è quello che forse sta colpendo di più il pubblico.

 

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Taggato #neilibrilamiastoria, Claudio Morandini, Viaggio al centro della terra, Jules Verne;
Inserito 13 mesi fa

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