#neilibrilamiastoria | Intervista a Marco Federici Solari e Lorenzo Flabbi, L'orma Editore

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L'orma è una casa editrice indipendente nata nel 2012 e con sede a Roma che si occupa di letteratura francese e tedesca. In questa intervista gli editori Marco Federici Solari e Lorenzo Flabbi ci raccontano come, attraverso il loro lavoro, cercano di raccontare la contemporaneità europea. 

Prima di essere soci e colleghi, voi siete amici di lunga data. Quando e perché avete deciso di aprire una casa editrice insieme?

Marco: L’orma nasce da una decennale amicizia tra me e Lorenzo. La casa editrice affonda le radici nel nostro sodalizio non solo di amicizia ma anche intellettuale, nato in ambito universitario. Ci siamo conosciuti quando abbiamo fatto il dottorato, dopo abbiamo fatto esperienze diverse ma cinque anni fa ci siamo trovati a vivere insieme a Berlino e l’ultimo anno in cui eravamo lì abbiamo deciso di fondare la casa editrice: la nostra amicizia si basa sul piacere di condividere i nostri interessi, fra noi due in primo luogo, e poi con gli altri. L’orma, partendo dalle nostre competenze, dalle nostre scelte di vita e di studio, si occupa dei mondi culturali che conosciamo meglio cioè la letteratura francese e quella tedesca. Attraverso i libri che scegliamo di pubblicare vogliamo raccontare l’idea di Europa che abbiamo sperimentato nella nostra vita: Lorenzo ha vissuto oltre dieci anni in Francia, io per diversi anni in zone diverse della Germania. La prima collana della casa editrice si chiama Kreuzville da Kreuzberg e Belleville, rispettivamente un quartiere di Berlino e uno di Parigi, che rappresentano le potenzialità già in atto dell’Europa di oggi ma soprattutto dell’Europa di domani: una grandissima mescolanza culturale, un’armonia po’ dissonante ma per questo molto interessante, tipo il kebabbaro sotto la chiesa del Cinquecento. Situazioni che all’apparenza possono risultare addirittura stridenti e che invece nella vita di noi espatriati temporanei, in quella di chi ci abita e di chi ci emigra rappresentano la quotidianità e spesso sono spunto per narrazioni sul mondo contemporaneo, in romanzi, racconti, saggi. Il nome L’orma da una parte è figlio della comunità che ci siamo creati attorno: quando abbiamo deciso di aprire la casa editrice abbiamo fatto un sondaggio tra 75 amici, per scegliere fra 15 nomi che ci piacevano. E abbiamo fatto bene, perché a posteriori ci siamo resi conto che nella lista c’erano dei nomi improbabili! Questo si sta rivelando un buon nome: rappresenta sia l’orma della tradizione nella quale ci vogliamo inserire, sia l’ambizione di lasciare un’orma, una traccia con il percorso editoriale che stiamo facendo. E, più prosaicamente, è l’unione delle prime sillabe dei nostri nomi, Lorenzo e Marco: L’orma.

Ci raccontate come funziona una casa editrice e in particolare la vostra?

Marco: L’orma è composta da cinque persone: Lorenzo e io, che siamo gli editori; Elena Vozzi che è la caporedattrice; Massimiliano Borelli, redattore e commerciale, e Vins Gallico, che è l’ufficio stampa. È una squadra piccola, ma molto compatta, è una comunità. A questo nucleo essenziale si aggiunge la squadra dei traduttori, dei direttori di collana, dei consulenti, tutto un mondo che gravita attorno alla casa editrice, in cui siamo molto mobili: quasi tutti facciamo tutto. Noi siamo editori ma facciamo anche moltissimo lavoro redazionale, una parte delle traduzioni e alcune revisioni delle traduzioni stesse. Il commerciale è colui che si occupa direttamente del rapporto con le librerie, con i canali di vendita, con la distribuzione, con la promozione e quindi si assicura che i libri siano disponibili ovunque, dai negozi digitali a quelli fisici. Il commerciale organizza anche una serie di campagne e promozioni legate al libro. Il ruolo a lui più vicino è quello dell’ufficio stampa che non è legato direttamente alla vendita ma si preoccupa che il libro abbia visibilità sulla stampa e organizza gli eventi intorno al libro, come far venire gli autori dai paesi stranieri in cui abitano per presentare il libro nei vari festival, spesso collaborando con gli istituti di cultura stranieri per avere appoggio materiale e logistico. Un altro strumento essenziale di promozione sono i social, perché senza spesa ti permettono di aiutare le persone ad avvicinarsi alla casa editrice e ai suoi titoli. 

Nella vostra esperienza di editori qual è stato il libro più importante che avete pubblicato?

Lorenzo: Ovviamente una risposta molto facile e prevedibile, ma inevitabile, sono i libri di Annie Ernaux. In particolare sceglierei Gli anni, che è il suo romanzo più bello. Non lo dico da editore, ma proprio da lettore. È un capolavoro in cui si racconta un mondo ampio, arioso, che Ernaux descrive splendidamente. Escludendo Gli anni, direi I giorni e gli anni di Uwe Johnson, un libro che ha richiesto un'operazione molto lunga, anche faticosa (sono quattro volumi da moltissime pagine), eppure è un libro che fin dall'inizio, quando ancora non avevamo scelto un nome per la casa editrice, sapevamo che avremmo voluto pubblicare. Sapevamo che sarebbe stato un libro difficile da far recepire, che non avrebbe avuto un immediato successo, ma la soddisfazione di essere riusciti nell'impresa è stata enorme. Ci eravamo detti fin da subito che se fossimo riusciti a farlo, allora avremmo fatto qualcosa di cui essere fieri.

 

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