L'editore del mese | L'ospite d'onore di Joy Williams, Black Coffee

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Dicembre lo abbiamo dedicato a una casa editrice giovane ma molto promettente: le Edizioni Black Coffee. L'obiettivo è quello di portare in Italia opere di narrativa nordamericana contemporaneainedite nel nostro paese - con particolare attenzione alle voci femminili -, ma anche riscoprire opere ingiustamente dimenticate.

Dopo la recensione disegnata del primo romanzo pubblicato - Il corpo che vuoi di Alexandra Kleeman - e l'intervista di Claudia del blog Il giro del mondo attraverso i libri a Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, i talentuosi traduttori ed editori della casa editrice, chiudiamo il mese con la recensione a cura di Diana del blog Non riesco a saziarmi di libri di L'ospite d'onore di Joy Williams, l'ultima novità in casa Black Coffee.

 

Volti e voci di quell’America strana, unica, contraddittoria e imperfetta. Un’America analizzata e scomposta come un quadro cubista. Un’America dove mai niente e come sembra e dove tutto è esattamente com’è. È l’America delle short stories. Narrazioni brevi e fulminee che illuminano il lettore come lampi in notti senza stelle. Piccoli momenti di perfetta sospensione.

L’America cantata nelle short stories è come uno schiaffo gentile. È un racconto a volte leggero, altre spietato, di un mondo sospeso e concentrato su sé stesso. Anche i paesaggi sterminati e l’intramontabile racconto delle sue pianure sembrano quasi ingabbiati nella struttura del racconto.

Le parole calibrate, la struttura perfetta, i titoli minimali ma pieni, le descrizioni fulminee e i personaggi empatici sono delle gabbie dorate in cui il tempo si spezza, si dilata al punto tale che il realismo diventa surreale e fiabesco. È un’America che diventa palcoscenico, dove la vita quotidiana diventa opera d’arte.

C’è l’America scintillante e decadente di Fitzgerald dove la tristezza di trasforma in una maschera dorata e la paura si esorcizza vivendo al limite.

C’è l’America di Carver, minimalista e isterica, che riflette e rinfrange la stessa immagine di sé, modificandola e deformandola, rendendola vera, asfissiante, grottesca e libera di viversi.

E poi c’è l’America di Joy Williams, maestra della short stories. Fonte di ispirazione per De Lillo, Breat Easton Ellis e Richard Ford, la Williams sta conquistando i lettori italiani grazie a L’Ospite d’onore, una raccolta di suoi racconti edita da Black Coffee.

L’America di Joy Williams è sfuggente ed enigmatica. È fatta di racconti pieni di vite che lasciano orme: orme vuote che solo il lettore può riempire, iniziando a vivere il racconto appena ne volta l’ultima pagina. Joy Williams diceva che i racconti, a differenza dei romanzi, non vogliono esserti amici ed è forse proprio per questo che leggerli significa ricevere uno schiaffo gentile.

I racconti delle Williams si presentano come storie innocenti, ma piano piano che il lettore si addentra al suo interno, sembra che rivelino una sotterranea, inquieta e spaventosa solitudine. La Williams sembra abbracciare la tradizione Fitzgeraldiana, accogliendo nei suoi racconti le maschere scintillanti che adornano il volto dei suoi personaggi, incrinandole e spezzandole non appena il lettore ha iniziato a familiarizzare con loro. Ed è allora che si scende nell’abisso e che inizia un viaggio all’interno del sé e del racconto.

A differenza di Fitzgerald, però, la Williams non vuole denunciare la generazione perduta, ma raccontare vite come tante, che potrebbero essere quelle di tutti, vite che affiorano con tutto il loro bagaglio emotivo in uno sguardo scambiato con uno sconosciuto proprio mentre siamo immersi nei nostri pensieri.

I personaggi di Joy Williams li scruti, li guardi negli occhi, li vivi e li annusi, ma mai fino in fondo. C’è sempre un filtro, un vetro, uno schermo, una frase, che ci impedisce di toccarli ed esaminarli fino in fondo.

Sembra quasi che la Williams, proprio quando ce li sta per svelare, cali un velo sui suoi personaggi, come per un eccesso di pudore, e li nasconda al lettore. Ed è proprio in quel momento che inizia la magia. Quando alzi gli occhi dalla pagina e inizi a cercare nello sguardo di chi ti circonda l’America.

 

Indie 4

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Titolo: L'spite d'onore
Autore: Joy Williams
ISBN: 9788894833041
Editore: Black Coffee

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Taggato #editoredelmese, Non riesco a saziarmi di libri, L'ospite d'onore, Joy Williams, Black Coffee;
Inserito 9 mesi fa

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