L'editore del mese | Le notti blu di Chiara Marchelli, Giulio Perrone Editore

le notti blu

Finisce febbraio, mese in cui abbiamo festeggiato i tredici anni di Giulio Perrone Editore, dedicando alla casa editrice romana la nostra rubrica "L'editore del mese".

In queste settimane abbiamo visto la recensione disegnata di A Parigi con Colette di Angelo Molica Franco e  letto l'intervista di Paola del blog Quisilegge all'editore Giulio Perrone. Siamo andati alla scoperta del rinnovato progetto grafico della casa editrice con Maurizio Ceccato - grafico editoriale a cui Perrone ha affidato la sua nuova veste grafica - e fatto quattro chiacchiere con Paolo Foschi sul suo libro La pattinatrice sul mare insieme a Jessica del blog Books & Freckles

Oggi chiudiamo in bellezza con una recensione di Le notti blu di Chiara Marchelli, uno dei titoli più importanti della casa editrice nell'anno passato, candidato al Premio Strega 2017. Ce ne parla Giuditta del blog Giuditta legge.

 

Padre e figlio parlano due linguaggi diversi: quello economico il padre, legato agli studi sulla teoria dei giochi e a un’ottica di vantaggio e svantaggio; quello naturale il figlio, con la passione e lo studio per la geologia, che parla di movimenti lenti e di una fine inesorabile, che può nascondere il bene comune. Non si comprendono fino in fondo.  Michele, il padre,  in un momento di stizza accusa il figlio di essere come Hitler dinnanzi all’affermazione che 

il creato è un sistema dove tutto è inteso alla propria crescita. I movimenti , le inondazioni, i terremoti sono eventi trascurabili - aveva detto Mirko, -  se li vedi nel quadro più grande della preservazione dell’universo. Anche la morte. Ci ostiniamo a vederla come una tragedia senza fine, ma è solo una trasformazione, una… un’obbedienza alle leggi della terra.

Anche il figlio, ogni volta che il padre cerca di spiegargli il senso delle varie teorie dei giochi si mostra incredulo e propone ipotesi astruse, che esulano e scardinano la rigidità di una visione troppo schematica e fredda, e si immaginano fughe, buchi nei muri, alieni.

Quando Larissa, moglie e madre, dirà al figlio che è simile al padre, nella passione che hanno per i loro studi, Mirko ne sarà sconcertato. Mirko compirà un gesto estremo e inspiegabile per chi resta, in particolare per Michele, un gesto che scardina tutte le teorie, a partire da quella famosa di Nash, che afferma che

ciascun giocatore in un contesto non-cooperativo (quando cioè agisce senza mettersi precedentemente d’accordo) effettua la migliore scelta possibile – la sua mossa strategica – in modo da massimizzare il proprio guadagno data la condotta delle sue controparti. Ogni giocatore formula cioè delle aspettative sulla scelta dell’altro e, in base a queste, decide la propria strategia.

Ma la vita, deve ammettere con dolore Michele, è un gioco non-cooperativo. La scelta strategica di Mirko, il suicidio, è incomprensibile per i genitori e la moglie Caterina, e sicuramente per loro non vantaggiosa.

 

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La scrittrice Chiara Marchelli

 

Chiara Marchelli in Le notti blu non vuole indagare le ragioni del suicidio, che avviene quasi fuori dal romanzo, che infatti parte cinque anni dopo il tragico evento, quando Caterina mettendo in ordine tra le carte del marito scopre una lettera, di un avvocato, per un riconoscimento di paternità. Mirko potrebbe avere un figlio, potrebbe aver lasciato un segreto, non confidato a nessuno di loro.

Alla scrittrice interessano le ragioni di chi resta, le strategie che una madre, un padre, e più defilata una moglie possono mettere in gioco per darsi una ragione, per continuare a vivere, per ricominciare. Ma la vita riserva loro una sorpresa: una notizia che spariglia le carte, che fa saltare i calcoli, che impone a ciascuno di loro di cooperare alla ricerca di una soluzione vantaggiosa per ciascuno.

Ma si sa, la vita, non è un gioco cooperativo.

Larissa e Michele che sono una coppia sincronizzata e affiatata, cominciano a mostrare la non-cooperazione di fronte a questo bambino di otto anni che potrebbe essere loro nipote.

Sulle reazioni emotive, le contraddizioni sentimentali, il diverso e opposto sentire dei due genitori, Chiara Marchelli, come Nash, ma con gli strumenti della narrazione che si fa calcolo delle emozioni, introspezione acuta, gioco delle parti, indaga nelle ragioni più profonde della genitorialità.

L’ottica è quella di Michele, che ripercorre momenti e discorsi con il figlio, alla ricerca disperata di un perché. In un primo tempo è il perché del suicidio che mette in crisi tutte le convinzioni più profonde di padre, ma anche di uomo. Poi il perché si trasforma, e insondabile non è più solo Michele ma anche la moglie Larissa, nella differenza così profonda e inaudita dei loro atteggiamenti di fronte alla possibilità che sia sopravvissuta una piccola parte di Mirko, ma anche che il figlio non abbia confidato ad alcuno la sua paternità.

La teoria dei giochi come anche gli studi geologici, nell’asetticità scientifica con cui sono intercalati alla narrazione, connotato la prosa di Chiara Marchelli, che rifugge da ogni sentimentalismo, che vuole farsi studio e ricerca “scientifica” del vuoto, non fisico ma emotivo, che colma chi resta, e di fronte al quale Michele e Larissa, per ragioni ben proposte e strutturate nella trama, mostrano le pieghe più recondite della loro anima.

Un romanzo che affonda la sua indagine nell’elaborazione del lutto, faticosa e differente per ciascuno dei personaggi, e nella perdita atroce di un figlio, che ha lasciato al padre

Le notti blu.

Questo gli ha lasciato, suo figlio. Notti insonni in cui farsi del latte caldo che non può nemmeno bere.

Le notti blu.

È un bel modo di chiamarle, dopotutto.

 

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Titolo: Le notti blu
Autore: Chiara Marchelli
ISBN: 9788860044396
Editore: Giulio Perrone Editore
Pagine: 236

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Taggato #editoredelmese, Giuditta legge, Le notti blu, Chiara Marchelli;
Inserito 6 mesi fa

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