L'editore del mese | Intervista a Paolo Foschi, scrittore

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Per festeggiare i tredici anni di Giulio Perrone Editore, questo febbraio stiamo dedicando la rubrica "L'editore del mese" proprio alla casa editrice romana.

Nelle settimane passate abbiamo visto la recensione disegnata della loro ultima uscita nella collana "Passaggi di dogana" (A Parigi con Colette di Angelo Molica Franco) e  letto l'intervista di Paola del blog Quisilegge all'editore Giulio Perrone. In più siamo andati alla scoperta del rinnovato progetto grafico della casa editrice con Maurizio Ceccato - noto grafico editoriale a cui Perrone ha affidato la sua nuova veste grafica. Oggi invece facciamo quattro chiacchiere con Paolo Foschi sul suo libro La pattinatrice sul mare - fra le novità di Giulio Perrone - insieme a Jessica del blog Books & Freckles.

 

 

Qualche giorno fa, per Giulio Perrone Editore, è uscito La pattinatrice sul mare, noir ambientato nel mondo dello sport, di Paolo Foschi.

Igor Attila, commissario sui generis, si trova alle prese con un nuovo caso. Dopo l’atletica (Delitto alle Olimpiadi, 2012), il calcio (Il castigo di Attila, 2012 e Vendetta ai Mondiali, 2014), la maratona (Il killer delle maratone, 2013) e il ciclismo (Omicidio al giro, 2015), questa volta l’investigatore romano indaga sulle minacce anonime alla pattinatrice sul ghiaccio Claudine Russo, che si sta preparando alle Olimpiadi Invernali in Corea.

Paolo Foschi è redattore presso il Corriere della Sera, dove si occupa di economia e politica, ed ha un grande amore per lo sport. Parliamo un po’ del suo libro.

 

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L'autore Paolo Foschi

 

Jessica - Igor Attila è un commissario sui generis, ex pugile medaglia d’argento-quasi d’oro alle Olimpiadi, omosessuale, amante dello sport e, soprattutto, della sua moto, testardo, ma anche autoironico e di cuore. Si è ispirato a qualcuno per creare il suo personaggio? Quanto le somiglia?

Paolo - Anche io amo lo sport, le canzoni di Tenco e la moto come Igor Attila, però non sono un ex campione come lui. E non sono ombroso e malinconico. Diciamo che ho voluto creare un poliziotto diverso dagli altri commissari di carta e ho cercato di renderlo in parte simile a me.

Jessica - Non è usuale incontrare dei noir che abbiano come oggetto lo sport. E’ stata una scelta coraggiosa...

Paolo - E’ stata per me la scelta più naturale. Lavoro al Corriere della Sera come giornalista e mi occupo di inchieste e approfondimenti di cronaca e attualità, però sono cresciuto nel mondo dello sport: da ragazzino ho praticato molto basket e soprattutto atletica. Ho studiato come insegnante di educazione fisica e prima di dedicarmi a tempo pieno al giornalismo, ho lavorato come insegnante di attività motorie alle materne, sono stato allenatore di atletica e preparatore atletico di varie squadre di basket e volley. E anche i primi passi da giornalista li ho mossi nel mondo dello sport. Ancora oggi, a 50 anni, mi alleno e faccio gare amatoriali di nuoto, corsa e bici. Amo lo sport, con tutte le sue contraddizioni, e amo la letteratura noir. Perché non provare a mettere insieme queste due passioni?

 

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La copertina del libro La pattinatrice sul mare

 

Jessica - La pattinatrice sul mare vede Igor Attila alle prese con le minacce alla campionessa di pattinaggio sul ghiaccio e top model Claudine Russo, che ha accettato di prepararsi alle Olimpiadi Invernali in Corea su una piattaforma petrolifera nel Canale di Sicilia, seguita ventiquattro ore su ventiquattro dalle telecamere di un reality TV. Come è nata l’idea di questo romanzo?

Paolo - Come nei precedenti romanzi (La pattinatrice sul mare è il sesto della serie con Igor Attila protagonista) ho cercato delle storie per parlare in maniera leggera di problemi seri. La piattaforma petrolifera in mezzo al mare era l’ambientazione ideale per parlare di ambiente, traffico di migranti e altri temi. E trovo che il pattinaggio sia uno sport stupendo: le pattinatrici sono grandi sportive, ma anche artiste.

Jessica - Tra una risata e un momento di pericolo, nel romanzo si parla di sport, ma che di criminalità e corruzione nello sport.

Paolo- L’obiettivo è riflettere su temi seri con il sorriso sulla bocca.

Jessica - Nel romanzo si sottolinea anche come nelle prime pagine e nei Tg italiani ci sia spazio solo per il calcio e per poche altre discipline. Di tutti gli altri splendidi sport si parla soltanto in occasione di mondiali, Olimpiadi o Paralimpiadi. Non è un peccato?

Paolo - Assolutamente sì. Il calcio in Italia fagocita gran parte dell’attenzione dei media, ma esistono altre discipline stupende. Lo sport paralimpico è un mondo bellissimo che conosco bene, da oltre trent’anni corro come guida a livello di volontariato con un atleta non vedente: esperienza sportiva e umana stupenda. Fra l’altro il mio quarto romanzo, Vendetta ai Mondiali, parla di sport paralimpico da un punto di vista particolare, ma non entro nei dettagli per non rovinare la sorpresa ai lettori.

Jessica - Proprio in questi giorni si stanno svolgendo le Olimpiadi Invernali in Corea. Immagino stia seguendo le gare di pattinaggio sul ghiaccio. Per chi tifa?

Paolo - Per Carolina Kostner, ovviamente, e per tutti gli azzurri in gara.

Jessica - Vedremo ancora Igor Attila in azione?

 Paolo - Spero di sì, sto già scrivendo la nuova avventura.

E noi non vediamo l’ora di seguirlo in una nuova missione!

 

(Questa intervista è apparsa anche sul blog Books & Freckles)

 

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Inserito 4 mesi fa

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