L'editore del mese | Intervista a Orfeo Pagnani, editore di Exòrma

exorma

Exòrma è una casa editrice indipendente nata a Roma una decina di anni fa dall'amore per l'editoria e la letteratura di viaggio. Oggi pubblica anche saggistica e narrativa con particolare attenzione all'antropologia, all’attualità e alla divulgazione di arte, storia, scienza.

Nelle prossime settimane andremo alla scoperta della loro visione editoriale, dei loro titoli fondamentali e delle loro nuove uscite più importanti. Iniziamo oggi con un'intervista al direttore editoriale Orfeo Pagnani, a cura di Maria di Biase del blog Scratchbook.

Nella presentazione del vostro sito leggiamo che la lettera “epsilon” e la “ò” del logo richiamano la radice di un verbo greco. Qual è l’idea alla base del progetto Exòrma edizioni?

Il nome Exòrma possiamo tradurlo con “mollare gli ormeggi”. Fin dall’inizio abbiamo individuato un settore che per noi era ed è di grande interesse: il viaggio. Viaggio inteso come scoperta e conoscenza non solo dei luoghi ma, e forse soprattutto, di aspetti legati alla narrazione dell’umanità, di culture diverse, di peculiarità ma anche di criticità. Da questo siamo “salpati”.

Exòrma nasce nel 2009. Come si è evoluta l’attività della casa editrice negli anni?

Noi di Exòrma ci occupiamo di editoria dagli anni ’90 e la casa editrice è una costola di un’attività più ampia di editing, redazione e progettazione grafico-editoriale rivolta a grandi editori, istituzioni ed enti di ricerca: abbiamo messo a frutto e riversato in Exòrma tutta l’esperienza editoriale e progettuale che avevamo maturato . Anche l’ergonomia del libro di carta ha sempre avuto per noi un grande valore: la qualità del supporto, la tattilità, gli equilibri interni, l’estetica complessiva, la copertina (che considero un varco, non l’involucro ma una promessa da mantenere). La scelta dei titoli, il lavoro di editing e la qualità grafico-tipografica dei libri del nostro catalogo piacciono molto ai lettori e ai librai. Questa è la nostra scommessa. Abbiamo iniziato progettando da subito collane, e "Scritti traversi" è stata tra le prime, poi è venuta una collana di arte contemporanea, bilingue, che ospita artisti di caratura internazionale: "TAC. Tomografie d’Arte Contemporanea". Poi saggi narrativi a sfondo sociale e reportage sui luoghi di crisi: Medioriente, Iran, Colombia…. L’ultima in ordine di apparizione è “quisiscrivemale”, la narrativa di Exòrma. In verità, per quello che riguarda la mia storia personale, la si può raccontare anche così: il nostro direttore editoriale riceve in dono il nome di un nume tutelare della mitologia classica (Orfeo, appunto…); a 1 anno di età prende a sfogliare Topolino e qualche anno più tardi intraprende gli studi di Filosofia. Dopo aver fatto il mozzo su pescherecci e condotto barche a vela in porti sicuri, decide di mettere in piedi uno studio di progettazione per l’editoria e la comunicazione. Poco più tardi, supplicato dal destino, comincia a dedicarsi anche alla direzione artistica e alla curatela di eventi espositivi di carattere scientifico e di arte contemporanea e insegna in corsi di perfezionamento e master in new media e comunicazione e in linguaggi fotografici per l’Università di Roma Tor Vergata. Alla fine, sedotto definitivamente dalla letteratura, dall’arte, dai viaggi e dai libri, stanco di coordinare gruppi redazionali per altri editori, si incatena al mestiere dell’editore indipendente per l’eternità.

 

Exorma Pagnani flaneri.com

 Orfeo Pagnani, direttore editoriale di Exòrma

 

La collana portante della casa editrice è "Scritti traversi". Quali sono le caratteristiche che deve avere un racconto di viaggio per diventare una storia da catalogo Exòrma?

Sono scritture meticce, da quelle più vicine ai modi del reportage alla forma del romanzo-saggio; sono esperienze del contemporaneo o incursioni originali nei classici, viaggi reali o immaginari, l’inaspettato sotto casa e l’estremamente lontano, per quanto remoti possono essere considerati oggi i luoghi del pianeta, semmai molti attualmente non più accessibili. I testi pubblicati non sono mai diari di viaggio in senso stretto, anche se devono necessariamente riferirsi a esperienze vissute. Nella collana "Scritti traversi" il viaggio è l’elemento fondamentale, il cardine, la via d’acqua sulla quale scorrono temi antropologici e ambientali, cultura del sociale, attualità, arte, storia, letteratura, cinema, fotografia… Sono “traversi”, per continuare con la metafora marinaresca, perché tracciano una rotta obliqua tra discipline diverse con scritture narrative. La scelta dei testi da pubblicare si opera in relazione ai temi, privilegiando però la qualità della scrittura. Per inquadrare meglio il profilo della collana è utile guardare alcune delle ultime uscite: Artico nero di Matteo Meschiari, un modo inconsueto di raccontare e fare antropologia con un romanzo corale, sette storie da un Artico morente; Barcelona Desnuda. Fuga nella città: letteratura, luoghi comuni e insoliti cammini di Amaranta Sbardella, ci regala una Barcellona inedita vista con gli occhi dei personaggi della letteratura Catalana del ’900; Come ti scopro l’America di Emanuela Crosetti, sguardo imprevedibile su una parte trascurata dell’America contemporanea;  Viaggiatori nel freddo di Francesco Ruggiero e Elisa Baglioni (Sparajurij), alle prese con i luoghi della storia e della letteratura di Mosca come appaiono oggi; Dalla Corea del Sud di Maria Anna Mariani, una giovane ricercatrice precaria e un Paese in pieno sviluppo tecnologico dove le bandiere sciamaniche ancora sventolano sopra le “tre stelle” della Samsung. In realtà, intendono mettersi “di traverso” non soltanto i nostri libri di viaggio. Anche in quelli di narrativa della collana “quisiscrivemale”, per esempio, Exòrma cerca di trovare un rimedio all’agonia della prosa in un panorama editoriale sempre più intricato e difficile da interpretare, in un contesto che sembra voler disertare la complessità: tutto deve essere facile, perbene e conforme, omologato, “scritto bene”.

Exòrma si occupa di viaggio in senso letterale ma anche letterario, come nella raccolta di racconti Con gli occhi aperti curata da Andrea Cortellessa. «Quello stesso mondo che ciascuno di noi ha di fronte a sé, ogni occhio lo trasfigura in modo diverso». Potreste parlarcene?

È un libro emblematico perché incarna perfettamente il progetto della collana. Non è soltanto una raccolta di testi narrativi di venti fra i migliori narratori e poeti della nostra nuova letteratura ma, grazie alla cornice critica di Andrea Cortellessa e ai dialoghi tra gli autori e il curatore, Con gli occhi aperti finisce per essere una significativa apertura di orizzonte al di là della vulgata del postmoderno sulla “fine dei viaggi”; scritture capaci di sedimentare un immaginario culturale legato alla percezione e alla rappresentazione dello spazio e dei luoghi, del loro rapporto con la letteratura, la fotografia, l’illustrazione, il cinema e altre modalità espressive. Letteratura di viaggio quindi, ma che, abbandonando le barriere di genere, vuole aprirsi alla prospettiva del “viaggio del terzo tipo” come la definisce Andrea Cortellessa.

 

Cortellessa COP LR

La copertina di Con gli occhi aperti a cura di Andrea Cortellessa

 

Exòrma è anche l’editore ufficiale del Festival della Letteratura di Viaggio. Dal festival nasce Festbook, un volume cartaceo in cui vengono raccolti contenuti e interventi dei protagonisti di ogni edizione. Come si collegano queste attività al lavoro principale della casa editrice?

La collaborazione di Exòrma al festival è un’estensione naturale della nostra vocazione alla rappresentazione e alla declinazione delle varie forme della narrazione del viaggio. La pubblicazione ha lo scopo di anticipare e sedimentare i contenuti principali proposti nell’edizione in corso. E anche per la qualità del design grafico e la cura tipografica la serie dei Festbook è diventata con nostra sorpresa un oggetto di collezionismo tra gli affezionati.

A Torino, dal 10 al 14 maggio, si è appena conclusa la trentunesima edizione del Salone Internazionale del Libro. Che occasione rappresentano le fiere per una casa editrice indipendente?

Sono veramente tanti i festival e le fiere a cui partecipiamo. I lettori curiosi che si avvicinano a libri pubblicati da case editrici medio-piccole e indipendenti non sono pochi, basti pensare alla potenza e alla frequentazione degli eventi e delle fiere che vedono annualmente protagoniste le nostre realtà: Book Pride è un esempio virtuoso e innovativo, il luogo principe per gli editori indipendenti e per i lettori. Per questo le fiere, soprattutto quelle a respiro nazionale, sono una vera occasione per incontrare i lettori e per la visibilità del marchio. Chi meglio dell’editore può parlare dei propri libri? E quante cose si possono imparare chiacchierando con i lettori. Poi bisogna affrontare questi appuntamenti con energia e entusiasmo. Coinvolgere non soltanto gli autori ma anche gli altri protagonisti della filiera del libro. Un esempio di idea vincente, che abbiamo portato avanti in questi ultimi anni al Salone di Torino e a Più Libri Più Liberi, è stata "Librai in stand". Librai indipendenti e provenienti da tutta Italia che si alternano per un’ora allo stand di Exòrma per proporre al pubblico un titolo da loro scelto tra quelli del nostro catalogo. "Blogger in stand" invece vede la partecipazione dei/delle blogger che in diretta video promuovono la casa editrice.

Che rapporto avete con i social network? Quanto investite nella vostra comunicazione online?

La nostra visibilità è cresciuta di pari passo alla riconoscibilità e alla diffusione del marchio dovute al massiccio lavoro quotidiano di comunicazione, promozione e ufficio stampa e a una produzione attenta dei titoli. I social network sono una piattaforma fondamentale per la diffusione capillare dell’informazione e un’occasione per disegnare una identità di stile. Non vi nascondo che è impegnativo dedicare tempo e risorse a queste attività, ma è un investimento che può dare i suoi frutti se fatto con continuità e onestà intellettuale. Che un libro riesca a farsi notare in un panorama generale piuttosto appiattito e devitalizzato è un successo. I lettori si aggirano rassegnati tra le merci senza progetto che aspettano solo di essere consumate e quando trovano un libro “onesto” lo riconoscono, lo apprezzano e lo consigliano. Il lavoro di editing e la qualità dei libri del nostro catalogo piacciono molto ai lettori e ai librai. Questa è la nostra scommessa.

Che tipo è il lettore che sceglie un libro Exòrma?

Un lettore che, in cerca di qualcosa di singolare che spesso non trova nell’offerta editoriale mainstream, in cerca di scritture che vadano oltre la narrativa appiattita sui generi e sull’autofiction, magari meno “rassicuranti” ma più stimolanti, guarda alla produzione di Exòrma. Pur avendo attratto inizialmente persone che prediligono la narrazione di viaggio, il nostro lettore ha preso confidenza con il profilo delle nostre collane e la fascia dei lettori si è allargata, premiando la coerenza delle nostre proposte editoriali. Gli approcci sono molteplici e diversi, così come plurali sono i nostri libri. Persone dai 20 ai 60 anni di età e dagli interessi più vari seguono le nostre uscite.

Quali sono le novità più importanti che avete in catalogo?

Nella collana “quisiscrivemale” abbiamo un potente esordio: Leonardo Malaguti, un giovane scrittore classe 1993, finalista con questo romanzo alpremio letterario Neri Pozza 2017. Il romanzo è Dopo il diluvio ed è stato appena presentato al Salone del Libro di Torino da Massimo Gramellini. È la storia grottesca e paradossale di un paese incastrato in una conca profonda sotto il livello del mare. Un susseguirsi di fatti macabri e grotteschi narrati in chiave comica e con un ritmo incalzante che investe e travolge ogni cosa trasformando la tragedia in farsa. Siamo in un luogo senza tempo da qualche parte nel cuore dell’Europa; forse nella prima metà del ’900, così sembrano suggerire alcuni dettagli della storia. Allo stesso tempo, sembra di essere entrati in un buio Medioevo dove quel diluvio e la follia che scuote e inebria i personaggi fanno pensare alle storie sulla fine del mondo. Una commedia umana travestita da giallo, in bilico tra narrazione epica e ambizione tragica, che con una buona dose di sapiente ironia racconta in realtà nient’altro che il nostro contemporaneo. E poi la riedizione di uno dei più bei libri di un importante autore internazionale: Istante propizio di Patrik Ourednik. Seconda metà dell’800. Il progetto visionario di un veterinario italiano di origini cosmopolite spinge un manipolo di uomini e donne ad affrontare un faticoso viaggio attraverso l’Atlantico. Lasciano l’Europa per fondare in Brasile la libera colonia “Fraternitas”. Il romanzo racconta le speranze, le fatiche del lungo viaggio transatlantico e le innumerevoli difficoltà nella definizione di una società costituita su basi egalitarie e di comunione dei beni di questo gruppo di anarchici, comunisti e libertari, diversi per estrazione e nazionalità, alla ricerca di un altro mondo possibile. Nella collana “I viaggi senz’auto” da fine maggio è in libreria Sicilia Express di Paolo Merlini e Maurizio Silvestri, con la prefazione di Franco La Cecla. La meraviglia per una inedita Sicilia ferroviaria e la bellezza delle linee secondarie: dalla Sicilia orientale alla costa occidentale fino ad Agrigento dopo aver preso il treno del Barocco che da Siracusa va a Noto per poi risalire su, via Modica, Ragusa fino a Gela e oltre. Anche Palermo, certo, Trapani, Enna e Caltanissetta… E mentre con Paolo Merlini scopriamo le stazioni, i depositi ferroviari, i musei a tema e i convogli storici, con Maurizio Silvestri incontriamo soprattutto le persone e le loro storie: una ragazza etnea che coltiva i suoi pistacchi sulla lava, un tuffo nel cioccolato insieme a donna Elvira o nel vino “marsala” pre-british con Nino, un giro con Giulia sui torroncini siciliani, e molto altro ancora.

 

Cop Dopo il diluvio

La copertina di Dopo il diluvio di Leonardo Malaguti

 

Consigliereste ai lettori di Gookbook.it un libro di letteratura di viaggio che considerate tra i più belli mai scritti?

Difficile non fare torto a molti tra i contemporanei. La letteratura è piena di opere irrinunciabili. Proverei a ipotizzare (sulla base delle considerazioni fatte in merito ai motivi ispiratori della collana “Scritti traversi” e alla trasformazione dell’immaginario del viaggio) un percorso breve, frammentario, non certamente l’unico possibile, attraverso qualche libro, i primi che mi vengono in mente: senza scomodare l’Odissea e l’Ulisse o l’Inferno di Dante, potremmo iniziare con Cuore di tenebra di Joseph Conrad, Fata Morgana di Gianni Celati e, con lo stesso titolo, il film di Werner Herzog e i suoi viaggi nel continente africano. I libri e i viaggi di Giorgio Manganelli. Ultimo parallelo di Filippo Tuena l’avete letto? E vi siete infilati nelle pieghe in cui viaggia Alice nel paese delle meraviglie? Fatelo da grandi…

 (Questa intervista è apparsa anche sul blog Scratchbook)

 

>> SCOPRI IL CATALOGO DI EXORMA <<

Facebook Twitter Share on Google+
Inserito il Interviste;
Taggato #editoredelmese, Orfeo Pagnani, Exòrma, Scratchbook;
Inserito 12 giorni fa

Inserisci il tuo commento

Assicurati di aver effettuato l'accesso per poter commentare . Accedi Qui.

Commenti

Nessuno ha ancora commentato questa pagina.

RSS feed per i commenti a questa pagina | RSS feed per tutti i commenti

Newsletter
Rimani sempre aggiornato e in contatto con noi

Twitter

© 2018 La scimmia dell'inchiostro

Login

×