L'editore del mese | Intervista a Orazio Labbate, scrittore

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Ancora alla scoperta di Tunué, per la rubrica "L'editore del mese".

Dopo l'intervista di Rossella del blog Retablo di parole al direttore editoriale Massimiliano Clemente e la recensione disegnata di Rughe di Paco Roca, questa settimana ci dedichiamo alla scoperta della collana di narrativa di Tunué: Viviana del blog Emozioni in font intervista Orazio Labbate, autore di Lo Scuru e Suttaterra

 

Continuano gli speciali di GoodBook.it nella rubrica "L’editore del mese". Dopo la recensione di Rughe la toccante graphic novel di Paco Roca che la Tunué ha portato in Italia donandoci, così, un grande autore, è giunto il momento di fare un salto nella collana di romanzi.

Inaugurata nel 2014, ha raggiunto il suo dodicesimo libro pubblicato proprio questo mese: Suttaterra di Orazio Labbate, autore già conosciuto per Lo Scuru, uscito nella stessa collana, nonché protagonista di questa intervista.

Viviana: La collana di romanzi di cui è direttore di collana Vanni Santoni ha scelto come compito quello di scovare e diffondere nuove voci, qualitativamente alte, del panorama italiano; ha, però, due regole fondamentali: la brevità e l’essere “fuori da qualsiasi etichetta”. Cosa pensi della scelta di pubblicare romanzi brevi in un momento in cui a far da padrone nelle librerie sono i cosiddetti “mattoni” e in che modo credi che i tuoi libri rientrino in questa collana?

Orazio: Preferisco non introdurmi in questioni relative al mercato del libro. Per me ha importanza l'opera in sé nonostante la cosiddetta lunghezza. Posso dire, tuttavia, che un'opera breve – concetto su cui si potrebbe perderebbe un infinito tempo di risposta e così di interpretazioni successive – spesso può contenere una più certosina, minuziosa e attenta gestione della lingua e della struttura narrativa. In merito alla mia appartenenza alla collana "Romanzi", la scelta è stata del mio editor Vanni Santoni, che ringrazio per aver da subito creduto nella mia scrittura e avermi incluso nel suo progetto. Per mio conto posso affermare che Lo Scuru e Suttaterra sono due libri che basano la loro identità sullo stile e sullo scheletro il più possibile accurati e critici nei confronti di una mia personale intenzione letteraria.

 

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Viviana: Suttaterra è il secondo titolo di una trilogia. Vorrei conoscere l’origine di questa scelta e cosa c’è alla base di questi romanzi, chiamiamolo messaggio o compito che credi i libri, i tuoi in questo caso, abbiamo nei confronti dei lettori e della società.

Orazio: Seppur Suttaterra vanti alcuni personaggi, taluni luoghi e tematiche già presenti ne Lo Scuru (mi riferisco, per esempio, a Razziddu Buscemi; alla città di Butera e al folclore religioso) – e perciò veramente si inserisca in uno schema trilogico – esso ha una vita narrativa a sé. Può perciò leggersi anche senza aver prima sfogliato il mio esordio. Non vi è stata alcuna marchingegnata idea riguardo alla scelta di dare continuità narrativa. Col mio nuovo lavoro ho piuttosto lavorato – in solitudine, per un anno, tra Butera e Gela - affinché si evolvesse il gotico siciliano avviato con Lo Scuru. Non ho messaggi da dare ai lettori né adempimenti verso la società. Non ho quindi la presunzione di essere un demiurgo delle lettere. Chiunque leggerà Suttaterra troverà da sé la sua intima interpretazione. 

Viviana: Rispetto a Lo Scuru, in Suttaterra non utilizzi più il dialetto siciliano, la tua lingua. Cosa ti ha portato a questa scelta?

Orazio: Ne Lo Scuru gli eventi abbisognavano d'esser confortati – per una mia personale esigenza in cui la lingua si imponeva sostanziale - da uno stile più furioso, in quel caso una sorta di dialetto siciliano “nero”; in Suttaterra, invece, ho introdotto quella tensione in un italiano che non dimentica la potenza del primo e che frattanto si incastra, ragionato e polmonare, nell'idea di un gotico siciliano ora, credo, di più ampio respiro narrativo.

 

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Lo Scuru, il primo romanzo di Orazio Labbate

 

Viviana: Nei romanzi è, ovviamente, molto presente la Sicilia e la religione. Quale è il tuo rapporto con entrambe e che ruolo e significato hanno nei tuoi libri?

Orazio: La Sicilia del sud – parlo di Butera, di Gela e del loro circondario rurale – è per me una sorta di contea reale e fittizia, necessaria, dentro cui si svolgono gli accadimenti dei miei due romanzi. Le storie si compiono basandosi sull'idea di un territorio ove l'ossessivo folclorismo religioso (di matrice cattolica), vuole essere fil rouge orrifico e filosofico controcorrente, che smuove e condanna le vite dei personaggi fino ad altresì trasformare la “consistenza” di  quei luoghi in soprannaturali.

Viviana: Cosa ci aspetta nell’ultimo libro della trilogia e, più in generale, nel tuo futuro da scrittore?

Orazio: Ho numerosi progetti in cantiere, ma non posso svelarvi nulla :)

 

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Titolo: Sutttaterra
Autore: Orazio Labbate
ISBN: 9788867902491
Editore: Tunué
Pagine: 140

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Taggato #editoredelmese, Tunué, Orazio Labbate, Suttaterra, Lo scuru, Emozioni in font;
Inserito 6 mesi fa

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