L'editore del mese | Intervista a Cristiano Cavina, scrittore

chiacchierando

Marcos y Marcos è una casa editrice indipendente milanese, fondata nel 1981 da due ragazzi, oggi gestita ancora da uno di loro, Marco Zapparoli, e da Claudia Tarolo. Marcos y Marcos è il nostro "Editore del mese": aiutati da alcuni book-blogger siamo andati alla scoperta del dietro le quinte della casa editrice e di alcuni dei loro libri di maggiore successo.  Dopo l'intervista di Viviana del blog Emozioni in font all'editrice Claudia Tarolo e la recensione di Laura de Il tè tostato Donne che parlano di Miriam Toews (una delle ultime uscite di Marcos y Marcos), concludiamo oggi con l'intervista di Giuditta  di Giuditta Legge allo scrittore Cristiano Cavina, ora in libreria con il libro per ragazzi Pepi Mirino e l'invasione dei P.N.G. ostili.

 

Giuditta: Ho avuto il grande piacere di chiacchierare con Cristiano Cavina, grazie a Goodbook.it che mi ha invitata a partecipare alla rubrica “L’editore del mese” dedicata per novembre a Marcos y Marcos. Dove ci siamo incontrati? Al Borgo, dove vive, per alcuni giorni della settimana, il protagonista del nuovo romanzo, “Pepi Mirino e l’invasione dei P.N.G. ostili”; gli altri li passa di sotto, in città con la Dottoressa:

Lui non andava alla scuola del Borgo con suo cugino e i suoi amici. Era una delle solite fregature dell’avere i genitori che non stavano insieme. Quando era giù di morale, gli venivano in mente solo i difetti di quella situazione. La maggior parte delle volte la sua vita era normale e tutto andava più o meno bene. Ma quando gli capitava di perdersi qualcosa di importante, tipo un misterioso crollo del pollaio con piume ovunque, gli scocciava non passare più tempo dal babbo. Non che stesse male in città con la Dottoressa, anzi. Ma su al Borgo c’era il Club dei cecchini. E c’era Sofi.

Giuditta: Pronta a partire, caro Cristiano, direzione Il Borgo alla scoperta del Club dei cecchini. Mi fai da guida? Avrò portato tutto con me per vivere le avventure di Pepi Mirino, Santino, Giamma e Sofi? Cosa mi serve per affrontare "l'invasione dei P.N.G. ostili"?

Cristiano: Al momento il Club originale sta giocando al buio a una specie di nascondino che implica la presenza di fantomatici zombie/fantasmi. Rigorosamente senza giubbotto, nonostante il freddo. Se sei senza giubbotto e non hai paura del buio, sei la benvenuta. Diciamo che in generale tutto quello che serve è la sospensione dell’incredulità. E una discreta dose di fegato, perché magari tra poco si spostano tra i ruderi della vecchia chiesa. Che di sera sono abbastanza minacciosi...

Giuditta: Per la verità non sono coraggiosa come i membri del Club dei cecchini, ma in loro compagnia sono pronta a sfidare le mie stesse paure: il freddo, il buio, e lasciarmi contagiare dalla loro curiosità come già nelle pagine del romanzo. Cristiano Cavina non è la prima volta che fa un salto nella letteratura per ragazzi: con Pinna Morsicata hai vinto il prestigioso premio Laura Orvieto. Con  Pepi Mirino  però rassicuri da subito il lettore che dopo l'invasione dei P.N.G. ostili, ci sarà una seconda (e già spero un'ennesima) avventura. Le storie dei quattro ragazzi sono ispirate a tuo figlio e alle sue scorribande. Da questo nasce l'idea della serialità: ne hai viste e sentite così tante che per raccontarle hai bisogno di una serie? Oppure all'origine c'è una motivazione più strettamente narrativa?

Cristiano: Beh, a volte le storie nascono così, a caso. Sembra quasi che siano loro a trovare te e non il contrario. Non avevo in mente di scrivere un libro per ragazzi, né tantomeno una serie. Semplicemente, un giorno che stavo guardando Giovanni e i suoi amici giocare con il tablet - pioveva, era buio - mi sono chiesto ‘cosa accadrebbe se stanotte, svegliandosi per colpa di strani rumori, Giovanni trovasse in cucina un personaggio di GTA con una mazza da baseball in mano?’. È partito tutto da lì. Ho continuato per un po’ a rigirarmi la situazione in testa, ed è nato Pepi Mirino. E i due libri che seguiranno. Poi comunque sì, hai ragione, mio figlio e i suoi amici mi hanno fornito abbastanza spunti, in effetti. È una storia che mi sono divertito tantissimo a raccontare.

Giuditta: Sarà che tu ti sei divertito a scriverlo, ma ti assicuro che c'è molto divertimento anche a leggerlo. Come lettrice "adulta" le tue pagine hanno il potere di farmi tornare ragazzina (che bella sensazione): trovarsi dalla parte di Pepi Mirino e dei suoi amici, invece che della Dottoressa e del Primo ingegnere. Tornare a vivere le emozioni e quel friccicore avventuroso sopito dagli anni. Ecco, il romanzo parla al ragazzo di qualunque età. Tu hai avuto sempre una cifra particolare nella scrittura, di immediatezza e spigliatezza. La serie di Pepi Mirino è scritta per ragazzi o ANCHE per ragazzi? È cambiato qualcosa nell'avere una platea più giovane nel proprio orizzonte o invece gli ingredienti sono rimasti gli stessi? Cosa è cambiato, se è cambiato, nella tua narrativa tra i romanzi precedenti e quelli che sono definiti "per ragazzi"? 

Cristiano: Ti ringrazio. L’ho scritta innanzitutto per divertire per primo me stesso. Gli altri miei romanzi, quelli cosiddetti ‘da grandi’, molto avevano a che fare con la memoria. Questa storia invece è ambientata ai giorni nostri. Devo dire che avevo un occhio a tutta la narrativa ‘per ragazzi’ che mi piace leggere. Di solito scrivo in prima persona. Questo libro usa il narratore in terza. Una parte di me, aveva anche ben presente il modo di raccontare di scrittori che mi piacciono tantissimo, come il mio idolo Stephen King. Ovviamente non sono così bravo, però volevo vedere se potevo riuscire anche io a raccontare una storia in quel modo. Certo, il fatto che fosse per una collana dedicata ai ragazzi è contato, ma pensavo più che altro al senso di avventura, al mistero e al divertimento, che non hanno età.

Giuditta: Da eterna ragazza (sarà una caratteristica dei nati negli anni Settanta del secolo scorso sentirsi sempre giovani? O una de-generazione dei nostri tempi in cui da quarantenni si continua a vivere con condizioni professionali e lavorative, e dunque esistenziali, da ventenni?) un elemento che ho particolarmente apprezzato nel catapultarmi nell'avventura cibernetica del Club dei cecchini è l'assenza di ogni intento "educativo": il calarsi completamente nella storia dal punto di vista dei protagonisti. Quattro ragazzi che fanno esperienza. Ognuno di loro ha una precisa caratterizzazione e una funzione nel gruppo ben valorizzata: 

Un bambino di dieci anni – quasi undici –, Pietro Morini, che tutti chiamavano Pepi Mirino, Ranger esperto e modificatore di armi giocattolo. Gian Matteo Berni, nome di battaglia Giamma, caschetto di capelli neri e vivaci occhi rotondi, era il Responsabile logistico del Club. In pratica, inventava le missioni. Spesso le commentava in diretta facendo la telecronaca, come fossero una partita. 

Santino, "il cugino di Pepi ricopriva il ruolo di Esploratore capo del Club dei cecchini. Aveva avuto la promozione da quando aveva trovato la password della Zia Cinzia", un colpo inaspettato in virtù del quale posso scaricare sul tablet ogni tipo di gioco, eludendo la sorveglianza del Primo ingegnere, papà di Pepi: 

Fino ad allora avevano scaricato i giochi con l’account del Primo ingegnere, che li poteva controllare in ogni momento: quando un’app veniva scaricata sul tablet, compariva istantaneamente anche sul suo cellulare. Quel nuovo account aveva spalancato al Club dei cecchini l’accesso a un vasto mondo fino ad allora impenetrabile: quello dei giochi proibiti.

Tra questi spicca una ragazza, Sofi. Finalmente non nel ruolo di gregaria, ma in quella di Ufficiale in comando, da cui i tre ragazzini prendono ordini.

All’inizio, i ragazzi le avevano offerto il prestigioso ruolo di infermiera e vivandiera del Club dei cecchini, pensando di farle un grande piacere. Sofi però aveva un’idea diversa del suo posto nel mondo. Dopo la proposta, li aveva rincorsi per mezz’ora con un bastone, furibonda. Una volta raggiunti li aveva presi a calci e pugni, e così era stata promossa a Stratega e Ufficiale in comando. In un momento di magnanimità, si era offerta di diventare anche la stregonessa del gruppo, perché, modestamente, era una grande esperta di pozioni magiche.

Il suo ruolo preminente non è all'interno di un gruppo di ragazze, ma di ragazzi. A me questo è sembrato, soprattutto nella naturalezza con cui tu riesci a farlo funzionare nella narrazione, un punto di grande interesse. C'è una consapevolezza comunicativa nel personaggio di Sofi, la volontà di scardinare un determinato stereotipo di genere? 

Cristiano: Beh Sofi è uno dei personaggi che più mi ha appassionato, scrivendone. Spesso i personaggi femminili vengono incasellati in certi ruoli, e l’aspetto fisico nel bene o nel male serve a definirli. Se sono belle ci si aspetta certe cose, se non lo sono, se ne aspettano altre. È anche fastidiosa la faccenda che quello che a nessuno importa per un personaggio maschile, debba essere determinante per uno femminile. Il rischio è trasformarle in maschiacci, quando non si vuole cadere nelle solite classificazioni Bella/oca o Brutta/genio. Di Sofi sappiamo che ha i capelli neri raccolti in una coda, che non ha mai freddo e che usa le barbie come ferma libri, incollate sugli scaffali. Non viene mai detto in generale che è bella e non si indugia sul suo aspetto fisico. È bella per Pepi, ed è l’unica cosa che davvero conta. Io ho una figlia di due anni, è quello che mi colpisce è che se voglio regalarle una maglietta di Batman, devo prenderne una da bambino, perché per lei ci sono solo fatine, principesse o animaletti. Ecco, Sofi è un essere umano, prima ancora che una ragazza, che ha sogni e desideri assoluti, che non possono essere incasellati. Non vuole essere una principessa, ma un ufficiale in comando. Non vuole essere una fatina, ma una stregonessa. È una che vuole essere Batman, o l’uomo ragno. È tosta, decisa, senza essere un maschiaccio. Assomiglia molto alla Sofi reale e assomiglia molto a come mi piacerebbe che fosse da grande mia figlia piccola.

Giuditta: Veniamo all'ultima domanda più un’appendice. Gli adulti nel romanzo vivono ai margini della vicenda, pur essendone testimoni e partecipi. Ma non interferiscono, anzi a volte, come è naturale e congeniale che sia, svolgono il ruolo di bonari antagonisti, contro cui muoversi in maniera cauta e studiata. Però alla fine, anche in questo caso con acume da scrittore sensibile e acuto, lasciando ai ragazzi il ruolo di protagonisti nello sciogliere la prova, l'adulto interviene con la sua autorevolezza. Più che per i ragazzi, il messaggio mi sembra che sia indirizzato agli adulti: stare al fianco dei giovani con accortezza, fiducia e slancio. Non c'è insegnamento, che non mi sembra nelle tue corde, ma una buona pratica e un valido esempio che si propongono nelle pagine. In definitiva la Dottoressa e il Primo ingegnere sono dei buoni genitori, proprio perché non sono perfetti, o no?

Cristiano: Sì, io non credo molto a quella cosa sul ‘significato’ dei libri. Se c’è - e c’è sempre - è perché il lettore glielo mette, a seconda della sua sensibilità. I genitori, gli adulti in generale, pensano sempre di sapere di più dei giovani. Ma non è sempre vero. Il più delle volte, hanno semplicemente vissuto più a lungo. La speranza è che quel tempo gli sia stato utile. Già da piccoli è giusto che i nostri figli abbiano una loro vita, che appartenga solo a loro. E che vivano le loro avventure. Sperimentando le cose buone e quelle cattive. Volevo che l’invasione dei png ostili fosse una di quelle.

Giudttia: L’appendice... E che cosa succederà nella prossima avventura: lo sai già?

Cristiano: Più o meno sì, lo so! Le cose si faranno ancora più misteriose e avventurose, con nuovi, strani personaggi!

Giuditta: Intanto anticipiamo il titolo: Pepi Mirino e la Macchina del buio, sempre sugli schermi di Marcos y Marcos nella collana “Gli scarabocchi” con la regia di Cristiano Cavina.

 

Pepi Mirino e linvasione dei P.N.G. web

Prenota Pepi Mirino e l'invasione dei P.N.G. ostli su GoodBook.it e ritiralo nella tua libreria di fiducia

Titolo: Pepi Mirino e l'invasione dei P.N.G. ostili
Autore: Cristiano Cavina
ISBN: 9788871688312
Editore: Marcos y Marcos
Pagine: 352

Facebook Twitter Share on Google+
Inserito il Interviste;
Taggato #editoredelmese, Giuditta legge, Pepi mirino e l'invasione dei P.N.G. ostili, Marcos y Marcos, Cristiano Cavina;
Inserito 14 giorni fa

Inserisci il tuo commento

Assicurati di aver effettuato l'accesso per poter commentare . Accedi Qui.

Commenti

Nessuno ha ancora commentato questa pagina.

RSS feed per i commenti a questa pagina | RSS feed per tutti i commenti

Newsletter
Rimani sempre aggiornato e in contatto con noi

Twitter

© 2018 La scimmia dell'inchiostro

Login

×