L'editore del mese | Intervista a Giulio Perrone di Giulio Perrone Editore

Foto Perrone

Fra poche settimane Giulio Perrone Editore, casa editrice indipendente di Roma, compie tredici anni e festeggia rinnovando la sua veste grafica e la sua linea editoriale. Questo Febbraio GoodBook.it le dedica la rubrica "L'editore del mese", in cui vi racconteremo tutte le novità che l'editore ha in serbo per voi!

Dopo la recensione disegnata della loro ultima uscita nella collana Passaggi di dogana (A Parigi con Colette di Angelo Molica Franco), oggi Paola del blog Quisilegge ci racconta la sua chiacchierata con l'editore Giulio Perrone.

 

Paola: Il 19 marzo la Giulio Perrone compie 13 anni. Tra gli obiettivi dichiarati al momento della vostra fondazione vi erano: "qualità dei testi, cura della grafica, contaminazione". Ritenete di averli raggiunti? Qual è il bilancio complessivo di questi primi anni di attività?

Giulio: Il bilancio al momento è senz'altro positivo anche perchè siamo particolarmente motivati dal recente cambio di veste grafica affidato a Maurizio Ceccato. Dal nuovo logo alla scelta della carta, fino alla riscoperta della lavorazione tipografica - che vogliamo il più possibile artigianale - tutto ci ha portato a ripensare il nostro lavoro e di conseguenza anche le collane e le scelte di linea che avevamo impostato anni fa.

Paola: Quali sono i progetti editoriali su cui state investendo adesso?

Giulio: La novità principale è una collana per ragazzi che prende avvio con un libro di Cinzia Tani, dal titolo Tutti a bordo!. Da molti anni avevamo in mente di confrontarci con quel tipo di narrazione e finalmente abbiamo trovato la strada giusta per provare a raccontare delle storie anche al pubblico dei più piccoli.

 

copertina 3

La copertina di Tutti a bordo! di Cinzia Tani

 

Paola: Accanto alle pubblicazioni, avete dato il via anche a diversi progetti culturali (scuole di scrittura, di editoria, laboratori). Continuerete questo filone parallelo all'editoria pura? Ci sono nuovi progetti su cui state lavorando? Lo farete in prima persona o attraverso l'associazione culturale Orlando?

Giulio: Da qualche anno in collaborazione con l'associazione culturale Orlando portiamo avanti corsi e laboratori per trasmettere tutto quello che in questi anni abbiamo imparato e sperimentato. I corsi sono anche utili per trovare nuovi collaboratori e persone da inserire attivamente nel progetto. Ad oggi una parte della nostra redazione è composta da persone che provengono dai nostri corsi, mentre molti altri lavorano in altre case editrici o addirittura hanno aperto una loro attività editoriale, libraria o di agenzia. Negli ultimi due anni abbiamo creato, inoltre, un circolo di lettura, intitolato a Walter Mauro che si riunisce una volta al mese ospitando autori di altre case editrici. Riteniamo infatti che sia uno scambio culturale importante e un'opportunità di crescita.

Paola: Avete lanciato il premio letterario di narrativa italiana "Walter Mauro". Ritenete che i premi letterari siano un buono strumento per cercare talenti da pubblicare e come rispondono gli aspiranti scrittori italiani?

Giulio: Sono un possibile strumento insieme alla ricerca costante attraverso il web, il rapporto con gli agenti letterari e il tentativo di leggere e valutare tutto quello che arriva in redazione durante i mesi. Lo scouting è una delle attività più affascinanti ma anche più complicate da portare avanti in ambito editoriale perché la maggior parte delle cose che si leggono vengono scartate e raramente ci si trova a festeggiare per la scoperta di un talento. Quando accade è uno dei momenti più stimolanti che si possano vivere nel nostro lavoro.

Paola: Scoprite autori che, spesso poi, vi lasciano per case editrici più grandi. Vi ritenete un incubatore di talenti o vi sta stretta questa definizione?

Giulio: Quando un autore va via e si trasferisce in una grande casa editrice è al tempo stesso un dispiacere e una soddisfazione per il lavoro che si è svolto. Ci è capitato molto spesso con autori come Paolo Di Paolo, Chiara Valerio, Giorgio Nisini, Michela Monferrini o Giuseppe Rizzo. D'altronde sappiamo che qualsiasi autore che inizia a scrivere nel chiuso della sua stanza lo fa con il sogno di vedersi un giorno pubblicato da Einaudi, Feltrinelli o Mondadori. Fa parte del gioco e devo dire che in tutti questi anni noi abbiamo avuto parimenti la possibilità di pubblicare chicche di grandi scrittori che invece pubblicavano stabilmente con queste realtà editoriali. Posso quindi dire che al saldo ci sia stato uno scambio costante e proficuo anche con i grandi gruppi.

Paola: Partecipate alle fiere dell'editoria? Se si a quali e perchè? (Più libri più liberi, BookPride, Tempo di Libri, Salone del Libro, etc.)

Giulio: Da quando siamo nati partecipiamo al Salone del libro e a Più libri più liberi. Nel tempo abbiamo aggiunto altri momenti come il Pisa Book Festival o Una Marina di Libri a Palermo. Abbiamo anche abbracciato con grande entusiasmo l'esperienza di BookPride che speriamo possa crescere ancora perché rappresenta un modo diverso, sano e intelligente di interpretare una fiera del libro.

 

GPE logo MC bitIl nuovo logo della casa editrice, ideato da Maurizio Ceccato

 

Paola: L'Istat a fine 2017 ha diffuso i dati sulla lettura che non sono confortanti. Poco più del 40% degli italiani legge libri, con picchi del 50% tra i giovani. Il 45,1% legge al massimo 3 libri nell’anno e solo il 14,1% legge più di un libro al mese. Cosa pensate dell'offerta di libri pubblicati in continuo aumento e dell'affacciarsi sul mercato di nuove case editrici (recente è la notizia della nascita della nuova casa editrice Rizzoli, Solferino) che non vanno di pari passo col crescere dei lettori?

Giulio: Il problema del tasso di lettura in Italia esiste da quando abbiamo iniziato a fare questo lavoro anche se oggettivamente la situazione è peggiorata negli ultimi anni e non solo per la crisi economica del Paese. Penso che come editori e operatori culturali abbiamo il dovere di provare a fare qualcosa e per farlo è necessario ragionare insieme come finalmente si sta facendo anche tra piccoli e medi editori. Detto questo mi aspetterei anche un attivismo maggiore da parte di chi adesso dovrà prendere le redini del Governo perché le istituzioni hanno una grande responsabilità verso la lettura e verso un'Italia fatta di persone più informate, colte e quindi consapevoli.

Paola: Voi avete avviato un progetto particolare con le scuole cercando di consolidare l'abitudine alla lettura degli studenti. Come è stato accolto? Pensate di continuare a proporlo?

Giulio: Lavorare con gli studenti è un privilegio. Abbiamo da sempre portato avanti progetti di lettura e di incontro con gli autori grazie alla collaborazione di professori illuminati. Quest'anno abbiamo fatto anche una ricca esperienza di progetti legati all'alternanza scuola lavoro e stiamo collaborando attivamente ad un bellissimo progetto con la Fondazione Bellonci che speriamo abbia sviluppo concreto a breve e che porterà molte novità interessanti.

Paola: Conoscete l'identikit del vostro lettore?

Giulio: Avere una risposta precisa a questa domanda sarebbe senz'altro fondamentale per chi da noi si occupa di marketing e promozione, ma la realtà è che i lettori soprattutto oggi sono sempre più onnivori e fuggevoli. Certo ci sono persone che seguono da vicino il nostro lavoro e che negli anni hanno costituito una base da cui partire e su cui poter contare, ma direi che cerchiamo il più possibile di pensare libri che rispettando la linea progettuale e la qualità a cui aspiriamo, possano essere aperti alla fascia più ampia possibile di lettori.

Paola: Qual è il romanzo che avreste voluto pubblicare per la traccia lasciata nella letteratura italiana?

Giulio: Se devo fare una scelta persona e senza tempo non posso non citare La luna e i falò di Cesare Pavese che è uno dei miei romanzi preferiti del Novecento. Se invece penso all'oggi avrei voluto scoprire e pubblicare un'autrice straordinaria come Jasmina Reza e il suo Felici i felici che trovo un libro unico.

 

 

(Questa intervista è apparsa anche sul blog Quisilegge)

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