Le novità più attese del 2019

novita arrivo 2019 blog

Aspettiamo il nuovo anno pregustandoci già tutte le novità che leggeremo. Ecco quelle più attese dalle nostre book-blogger: otto romanzi che usciranno nella prima metà dell'anno (ma attenzione, le date d'uscita sono indicative) e un libro che non sappiamo se uscirà nel 2019, ma che attendiamo con trepidazione!

GENNAIO

Nel cuore della notte di Rebecca West, Fazi Editore

Consigliato da Valentina del blog La Biblioteca di Babele

Tra i libri che aspetto di più nel nuovo anno c’è sicuramente Nel cuore della notte, secondo volume della trilogia La famiglia Aubrey di Rebecca West, che uscirà per Fazi con la traduzione di Francesca Frigerio. Si tratta di una saga a cui mi sono appassionata la scorsa estate e che immaginavo avrebbe avuto un enorme successo, come infatti è accaduto. I protagonisti sono gli Aubrey, una famiglia di artisti che non navigano esattamente nell’oro e ogni tanto per sbarcare il lunario devono vendere qualche mobile di casa. Avevamo lasciato le due gemelle Mary e Rose che, grazie alla madre ex pianista di fama, iniziavano a intraprendere una carriera da musiciste, la sorella Cordelia, invece priva di talento, che rinunciava al mondo della musica, e il piccolo Richard Quin che ancora doveva capire quale fosse il suo strumento. Il papà, Piers, invece era andato via. Cosa aspettarci dal nuovo volume? Piers tornerà o sarà sparito definitivamente? Come andrà la carriera musicale di Mary e Rose? Cordelia avrà riprovato a suonare il violino o lo avrà abbandonato per sempre, dopo la grande delusione avuta in precedenza? E Richard Quin? Di certo c’è che le vicende di Nel cuore della notte si svolgono qualche anno dopo quelle del primo volume, non immediatamente dopo, quindi ognuno di questi personaggi avrà fatto scelte importanti e sarà sempre una Rose adulta a raccontarcelo circa cinquant’anni dopo. Genitori a parte, i ragazzi Aubrey erano al punto della loro vita in cui dovevano capire che strada prendere, un momento importante, insomma. Scopriremo come continua la loro storia in libreria dal 28 gennaio. Siete pronti?

Gli scomparsi di Chiardiluna di Christelle Dabos, Edizioni e/o

Consigliato da Linda di Books & Bijoux

Come prolungare la magia del Natale? Ma è ovvio...con un libro! O con la sua attesa! Ancora meglio se il libro in questione è un magicosissimo fantasy. E se fosse, inoltre, il seguito di una saga di cui conosciamo già i personaggi? Personaggi a cui ci siamo affezionati, personaggi lasciati in bilico alla fine del volume in equilibrio sull'ultima pagina che noi abbiamo chiuso, magari con le lacrime agli occhi, magari con un colpo al cuore, magari ancora urlando un fortissimo “Noooooo!”.È il caso di Fidanzati dell'inverno, primo volume della quadrilogia L'attraversaspecchi tutta francese scritta da Christelle Dabos e portata ai lettori italiani da Edizioni e/o. A Gennaio 2019, tra pochissimo quindi, ci sarà dato sapere come continuerà l'avventura di Ofelia nel freddo regno incantato in cui è stata catapultata e in cui, nel primo volume, ne ha viste di cotte e di crude (più crude, dato il clima). Del secondo volume tanto atteso, dal titolo Gli scomparsi di Chiardiluna, possiamo dire ben poco: la sua copertina limoni di sicilia baciati dal solee la presenza di un treno sbuffeggiante diretto chissà dove ci fa immaginare solo Faruk sa cosa (spoiler? Nah, non vi dico chi è!) ma gli elementi che più mi fanno pensare “Gennaio, quando diavolo arrivi?!” sono le illusioni, le magie, le succulenti parti prettamente fantasy che la testolina di Christelle Dabos ha saputo sputar fuori e incidere nero su bianco sulla carta e nei nostri cuori. Ho terminato la lettura del primo volume della saga in pochissimi giorni e da allora, da quell'istante, da quell'attimo, quel minuto e quel secondo, non ho avuto altro in testa se non: Come va avanti? Come? Cosa succede? Ma si può far terminare un libro così? Ma questo sadismo? E diventiamo subito Miranda Priestly de Il diavolo veste Prada, che pretende il seguito di Harry Potter non ancora pubblicato. Non mi pento di niente.

FEBBRAIO

Sentirai parlare di me di Sara Rattaro, Mondadori Ragazzi

Consigliato da Paola di Qui si legge

Io aspetto con trepidazione il nuovo libro per ragazzi di Sara Rattaro che già con Il cacciatore di sogni, la storia dello scienziato Albert Sabin, ha dimostrato una grande bravura nel rivolgersi ai più giovani.Sara Rattaro a febbraio tornerà in libreria con Sentirai parlare di me per Mondadori Ragazzi. La storia è quella di una ragazzina che sogna di fare la giornalista e, insieme al suo migliore amico, gestisce il giornalino della scuola. Un giorno a scuola arriva una vera giornalista che la trascinerà in un'avventura e le racconterà la storia di Nellie Bly, la scrittrice americana che alla fine dell'ottocento si finse pazza e si fece ricoverare in manicomio per studiare e raccontare le condizioni delle donne internate. Una donna determinata e coraggiosa che, sono sicura, potrà essere fonte di ispirazione per molte ragazze e molti ragazzi.

Scoppi urla risate di Lawrence Ferlinghetti, Edizioni SUR

Consigliato da Laura di Il tè tostato

Secondo me ognuno dovrebbe avere un poeta del cuore, il mio è un uomo, un beat, un pittore, un visionario, un ideatore, il proprietario del cabin in cui Jack Kerouac scrisse Big Sur, è il fondatore della casa editrice e della libreria City Lights Books, è la persona che nel 1956 ha pubblicato Howl di Allen Ginsberg, quella che ha scritto La poesia mi ha regalato cento anni di beatitudine, è Lawrence Ferlinghetti, classe 1919, lotta con noi, libero, dolce e legato alla natura come prima, come sempre. Il 24 marzo compirà davvero 100 anni e le edizioni SUR lo festeggeranno pubblicando a febbraio una sua raccolta di poesie. All'interno c'è un componimento che si intitola Poeta cieco, la vista degli occhi se ne è andata, la scrittura resta e canta così:

Io sono il pittore che sente

con le dita

Io sono il poeta visionario cieco 


MARZO

Il giorno della nutria di Andrea Zandomeneghi, Tunué

Consigliato da Beatrice di Cose con la B

L’attesa felice può essere di due tipi: o si aspetta qualcosa di già noto, e la trepidazione è data dalla gioia che per certo esploderà una volta che il qualcosa finalmente giunge, oppure si può scalpitare per qualcosa che ancora non si conosce, ma che non si vede l’ora di scoprire. Ebbene, la mia attesa per il libro del 2019 più desiderato si colloca esattamente a metà tra le due suddette tipologie. Ciò che più bramo avere tra le mie mani nel 2019 è, infatti, l’esordio di Andrea Zandomeneghi, che si intitolerà Il giorno della nutria e verrà pubblicato da Tunué. Questa smania è data una mirabile concatenazione di fatti: ho letto, ipnotizzata, le prime pagine di questo romanzo quando non era nient’altro che un primo, pazzesco capitolo, da limare certo, ma ecco si capiva già che si trattava di qualcosa di potente. Era il lontano 2016, e quanta gioia quando, quest’anno, ho saputo che non solo aveva trovato una forma compiuta, ma sarebbe addirittura uscito nella collana «Romanzi» di Tunué, nata nel 2014 e diretta dal formidabile Vanni Santoni. Qui si persegue un lavoro artigianale e incendiario, portando alla luce proprio quei romanzi in cui è racchiuso qualcosa di nuovo. Ciò che si cerca è l’ormai celebre sconfinamento, una modalità che era già presente, ma che da allora determina una direzione nella narrativa italiana di qualità. In altre parole, sono romanzi fighissimi, ve li dovete leggere tutti, io ancora non ne ho trovato uno che mi abbia delusa. Insomma, Andrea Zandomeneghi, da bravo esordiente che si rispetti, viene dalle riviste letterarie, il bacino perfetto in cui andare a pesca dei nuovi talenti, e qui di talento ce n’è per davvero. Il giorno della nutria è stato presentato a L’anno che verrà, il festival pistoiese che ci fa sbirciare concretamente tra i libri che leggeremo, e ho avuto modo così di essere immersa nelle atmosfere del libro, che si preannunciano morbose, caratterizzate dalla fissità della provincia maremmana, dalle ossessioni e dal forte desiderio di autotrascendenza del personaggio principale. Non vedo l’ora di perdermi tra queste pagine che mi inseguono da così tanto tempo, e il mio consiglio è proprio quello di non farsele scappare. 

 

copertine3

Alcune copertine dei libri che leggeremo nel 2019

 

MAGGIO 

Canta, spirito, canta di Jesmyn Ward, NN Editore

Consigliato da Silvia di Il club dei lettori solitari

Di Jesmyn Ward ho letto nel 2018 Salvare le ossa (NN Editore) che, se non cambierà qualcosa nei prossimi giorni, credo salirà sul podio dei libri migliori dell’anno ormai trascorso. Ecco perché aspetto con impazienza la primavera del nuovo anno, periodo in cui è prevista l’uscita (sempre per NN) dell’ultimo romanzo della Ward Canta, spirito, canta: best seller negli Stati Uniti, miglior libro del 2017 per Time e New York Times, con questo libro Jesmyn Ward ha vinto nel 2017 il prestigioso National Book Award, il premio ricevuto anche per Salvare le ossa nel 2011, diventando così la prima donna ad aver ottenuto questo importante riconoscimento. I due romanzi fanno parte della trilogia di Bois Sauvage, cittadina immaginaria del Delta del Mississippi molto somigliante al luogo reale in cui l’autrice stessa ha vissuto: una zona caratterizzata da indigenza e da una forte disparità fra i quartieri poveri dei neri e le fattorie dei bianchi facoltosi che si difendono a colpi di fucile. Se Salvare le ossa racconta l’attesa dell’arrivo dell’uragano Katrina attraverso le vicende della giovane Esch e dei suo fratelli, in Canta, spirito, canta il protagonista sarà, invece, Jojo un ragazzino nato da madre nera e padre bianco, mai accettato dai nonni paterni e pertanto cresciuto da quelli materni. La Ward ha la capacità di portare il lettore nella realtà della storia arrivandogli al cuore: Salvare le ossa è una storia commovente che con semplicità e schiettezza racconta la condizione di miseria dei suoi protagonisti, in particolare quello femminile che vive la sua vita con una serena consapevolezza. Sono curiosa di scoprire se anche in Canta, spirito, canta sarà presente questo senso di accettazione della situazione di degrado sociale in cui si muovono i personaggi. Ho il presentimento che non mi deluderà.

La lavoratrice di Elvira Navarro, LiberAria Editrice

Consigliato da Federica di Il lunedì dei libri

Nel 2019 la primavera delle novità editoriali fiorirà a maggio con l’arrivo in casa LiberAria della scrittrice spagnola Elvira Navarro con il suo La lavoratrice (titolo originale La trabajadora). Un romanzo breve che unisce i temi complessi e delicatissimi come la precarietà sul lavoro che finisce per esserlo, di conseguenza, anche nella vita e la malattia mentale. La lavoratrice è Elisa, lavora come redattrice per un grande gruppo editoriale che, nonostante sia grande, continua a pagarla in enorme ritardo costringendola a vivere nella periferia di Madrid in piccolo e modesto appartamento che condivide con Susana. Di Susana e del suo passato Elisa sa poco: la sua identità sembra avvolta nel mistero. Così Elisa, spinta a saperne di più, viene sorpresa da una serie di storie fantastiche e incomplete che la donna le racconta su di sé. Elisa e Susana si perderanno in uno racconto sulle proprie esistenze che le porterà al limite dell’equilibrio mentale. Non si sa se quella che si raccontano è davvero la loro vita o qualcosa di labile e incompleto. Con La lavoratrice di Elvira Navarro ci si troverà davanti a una storia molto attuale che inevitabilmente porta il lettore a riflettere sui temi della normalità e della pazzia, non trascurando quanto situazioni di malessere psichico siano strettamente legate all’ambito lavorativo. Un romanzo per chi crede nell’immenso potere della letteratura di creare mondi; per chi sa che nella precarietà lavorativa dei nostri tempi è in realtà racchiuso il germe di una precarietà̀ esistenziale; per chi si sente pronto a riconsiderare le categorie di normalità e pazzia. “La letteratura è un tipo di terapia. Oppure la terapia è un tipo di letteratura”. Elvira Navarro, che nel 2010 è stata inserita tra i ventidue migliori scrittori in lingua spagnola del mondo sotto i 35 anni della rivista Granta, è già stata pubblicata in Italia da Mondadori. Nel 2014 la rivista El Cultural ha inserito proprio La lavoratrice tra i dieci migliori romanzi di quell’anno. La Navarro scrive su El Mundo ed El País e ha fondato la casa editrice Caballo de Troya.


GIUGNO / LUGLIO

L'ultima indagine del commissario Ricciardi (titolo sconosciuto) di Maurizio De Giovanni, Einaudi Editore

Consigliato da Francesca di Gli amabili libri

Maurizio De Giovanni è tra i giallisti più letti e più amati e di certo non ha bisogno di presentazioni. Il 2019 sarà l’anno che vedrà l’addio del suo personaggio più noto e quello che lo ha fatto conoscere al grande pubblico: il commissario Ricciardi. Era il 2007 quando per la Fandango usciva Il senso del dolore la prima indagine del bel commissario dagli occhi verdi nella Napoli degli anni Trenta. La sua particolarità? Il fatto, ossia la maledizione di sentire le ultime parole pronunciate dalla vittima prima della morte, diventa il suo tormento personale e una dannazione che gli impedisce di avere una vita normale. Un primo ciclo dedicato alle stagioni, un secondo alle festività, un terzo dedicato alla canzone napoletana e infine gli ultimi romanzi slegati da tematiche e dedicati all’introspezione di alcuni dei suoi personaggi. Dell’ultima indagine in cui vige il riserbo più assoluto sappiamo poco. Le uniche informazioni riguardano la tempistica, tutto si svolgerà un anno dopo l'ultimo capitolo e i fatti avverranno in concomitanza alla Notte dei Lunghi Coltelli (30 giugno -1 luglio 1934). Come la grande epurazione avvenuta in Germania per mano delle SS su ordine di Hitler avrà ripercussioni su Ricciardi e compagnia non è noto e dovremo attendere. Maurizio De Giovanni ha già dichiarato che questo libro non avrà alcuna presentazione perché sarà dura dire addio al suo personaggio e soprattutto, visto il calore riservatogli dalle lettrici, la paura che il finale non possa piacere è molto alto. Per chi si aspetta confetti e bomboniere dal matrimonio tanto sognato da Ricciardi con la sua dolce Enrica dovrà ridimensionare le aspettative perché il finale promette scintille. Sarà difficile dire addio al commissario Ricciardi, al suo compare Maione, alle sue donne Enrica, Livia e Bianca, al dottor Modo e Bambinella. La speranza è un suo possibile ritorno, l’augurio è che l’addio non ci sconvolga troppo. 


BONUS TRACK (data di pubblicazione sconosciuta)

Where you once belonged di Kent Haruf, NN Editore

Consigliato da Giuditta del blog Giuditta Legge

Non  manca che Where you once belonged ai lettori italiani per completare la conoscenza dell’umanità che vive a Holt, cittadina immaginaria del Colorado, che come avviene per i grandi romanzieri è nello stesso tempo reale e utopica. Come forse la maggioranza dei lettori italiani di Kent Haruf, Benedizione ha sancito il primo incontro e il colpo di fulmine con lo scrittore americano, legando indissolubilmente per me il suo nome a quello della casa editrice NN editore, e alla voce di Fabio Cremonesi. Attendo con ansia la pubblicazione del secondo romanzo di Haruf, Where you once belonged, scritto nel 1990, che dovrebbe seguire Vincoli, l’esordio di Kent Haruf dal 5 novembre 2018 nelle librerie italiane. Il mio girovagare per Holt ha preso sentieri inattesi, mossi da una parte dalle mie personali idiosincrasie di lettrice e dall’altra da circostanze particolari e accidenti imprevisti. Non ho seguito infatti né l’ordine di pubblicazione americano, voluto dallo scrittore: Vincoli, Canto della pianura, Crepuscolo, Benedizione, Le nostre anime di notte (che sono i titoli tradotti finora da Cremonesi, mentre manca il secondo romanzo appunto); né quello della traduzione italiana come proposto da NN editore: Benedizione, Canto della pianura e Crepuscolo (questi due mi sembra che siano gli unici romanzi che debbano leggersi in successione, perché strettamente legati), Le nostre anime di notte e di recente Vincoli. Adesso non mi manca che Where you once belonged, che attendo con impazienza e un pizzico di nostalgia perché a quel punto non ci sarà altro motivo di attesa, visto che è l’ultimo romanzo che manca di traduzione in italiano. La curiosità è tanta: a quale storia lo scrittore americano avrà prestato orecchio per ridare voce? Speriamo di scoprirlo nel 2019!

 

Facebook Twitter Share on Google+
Inserito il Consigli di lettura;
Inserito 28 giorni fa

Inserisci il tuo commento

Assicurati di aver effettuato l'accesso per poter commentare . Accedi Qui.

Commenti

Nessuno ha ancora commentato questa pagina.

RSS feed per i commenti a questa pagina | RSS feed per tutti i commenti

Newsletter
Rimani sempre aggiornato e in contatto con noi

Twitter

© 2019 La scimmia dell'inchiostro

Login

×