La valigia del blogger | Giuditta, Giuditta legge

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Tempo di vacanze, tempo di valigie, tempo di letture.

Cosa mi porto? Eterno dilemma di chi si accinge a partire. Ma nel mio caso non si tratta di vestiti e accessori, che possano fronteggiare ogni occasione, ma dei libri che possano accompagnare i momenti e le situazioni che si presenteranno durante le vacanze, e dar loro un senso, o radicarli nel ricordo.

Ne ho scelti cinque, che credo si presteranno bene al “come” di alcuni momenti topici della mia estate.

Lettori selvaggi di Giuseppe Montesano: perché un libro impegnativo, anche nella mole, ci vuole ad augurare che le vacanze abbiano una lunga durata. Lo terrò sul comodino, in modo che scandisca le giornate. Un capitolo a sera, che per come è strutturata l’opera (perché non di semplice libro si tratta) significa un autore a sera, filtrato dallo sguardo del critico napoletano… e se i miei giorni di vacanza non basteranno, lascerò che mi accompagni anche in autunno, insieme al ricordo, spero piacevole, di questa estate che mi accingo a vivere.

L’arrivo di Saturno di Loredana Lipperini: immagino di leggerlo in giardino, in quei giorni “saturnini” in cui il mare è bianco di spuma, il vento è capriccioso, il sole nascosto e l’elettricità attraversa l’aria. Inutile scendere in spiaggia, meglio restare nel proprio guscio, con la storia di un’amicizia che attraversa la Storia, raccontata da Loredana Lipperini che quella storia l’ha vissuta e si accinge a inventarla nelle pagine del romanzo, mescolando fatti reali e invenzione. Come quelle giornate in cui l’estate sembra che stia andando via, e invece siamo ancora nel mezzo di essa.

Leggenda privata di Michele Mari: silenzio, è questa l’atmosfera che mi immagino per prendere in mano il nuovo libro di Mari, che sia il silenzio delle mattine estive che iniziano presto, quando tutto intorno è ancora immerso nel sonno, oppure di quelle notti infinite in cui si è presi da una strana insonnia, mentre tutti intorno sono già addormentati. Il silenzio per lasciare che lo scrittore, per me più raffinato del panorama contemporaneo, si racconti in un sussurro, come se bisbigliasse accanto al lettore e solo per lui, il segreto della propria vita spesa a inseguire la letteratura.

Nudi come siamo stati di Ivano Porpora: per le giornate di caldo afoso in cui non si riesce a prendere pace. Non solo per quel nudi del titolo, che può essere un palliativo, ma perché in quelle giornate che il caldo dilata ci vuole una storia che sappia prenderti e farti dimenticare dove sei, e nell’avvertenza dell’autore si accenna alla presenza puramente metaforica  di tutti noi, forse… e già questo mi sembra che torni calzante.

Vita e morte delle aragoste di Nicola H. Cosentino: l’autore è calabrese, una delle tante terre belle di vacanze in Italia, (la meta della mia estate marina è proprio lì a due passi dal paese natale di Cosentino),  le aragoste fanno pensare all’estate, il formato di un centinaio di pagine è quello giusto per le discese in spiaggia. Quelle giornate piene di luce, di sole, di salsedine, in cui è piacevole sentirsi raccontare l’esistenza altrui, e quella di Vincenzo Teapot sembra possa destare grande curiosità come quadro di una generazione. Confesso il mio debole per i romanzi che si pongono come affreschi di epoche attraverso vicende intime.

Cos’altro metterò in valigia? Lo scoprirò solo vivendo.

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Taggato Giuditta legge;
Inserito 3 mesi fa

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